Sequestro discariche Feronia a Finale Emilia, il sindaco Poletti: “Sospese le attività di conferimento e l’ampliamento non verrà attuato”
FINALE EMILIA - La Procura della Repubblica di Modena ha delegato ai carabinieri del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) del gruppo forestale di Modena l’esecuzione del decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Modena, avente ad oggetto il complesso delle discariche “Feronia 0, 1 e 2” e dei relativi comparti aziendali, situati nel comune di Finale Emilia.
Il decreto, emesso dal Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Modena su richiesta della Procura, si è reso "urgente e ineludibile". Nonostante una precedente richiesta di rinvio a giudizio, infatti, secondo gli inquirenti le condotte illecite all'interno dell'impianto non si sarebbero interrotte.
Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura e adottato dal Giudice dopo una complessa ed articolata attività investigativa che ha documentato un perdurante e grave fenomeno di inquinamento ambientale nel territorio del Comune di Finale Emilia.
Il gestore, secondo cui l’inquinamento era imputabile alla conformazione naturale del terreno, aveva precedentemente ottenuto un innalzamento dei "Valori di Fondo", ossia una deroga ai limiti più severi fissati direttamente dalla legge. Le risultanze investigative hanno però dimostrato che i nuovi prelievi superano abbondantemente anche tali soglie, tanto che il Giudice per l’udienza preliminare, nel decreto di sequestro preventivo, riconosce, con un alto grado di probabilità logica, che la fonte dell'inquinamento derivi proprio dalla gestione continuativa della discarica.
“Per la comunità finalese e l’amministrazione comunale è una giornata importantissima – spiega il sindaco di Finale Emilia, Claudio Poletti - Evidentemente c’erano degli elementi, come sempre da noi sostenuto, che dovevano portare a questo tipo di atto. Da questo momento saranno sospese tutte le attività di conferimento e anche l’ampliamento dei lotti 7-8-9 di coltivazione pur essendo autorizzato non verrà attuato. Viene premiato il lavoro di ricerca e studio costante, metodologicamente importantissimo, svolto dall’amministrazione comunale con i suoi tecnici e i suoi legali in collaborazione con gli inquirenti, teso a dimostrare il possibile inquinamento delle falde. Abbiamo appena parlato con il dottor Nicolini, ci siamo dati appuntamento al 24 marzo in tribunale per l’udienza che dovrà stabilire la costituzione di parte civile da parte del nostro Comune. Intanto portiamo a casa questo risultato che premia la costanza di lavoro che come amministrazione, sia dal punto di vista legale sia da quello amministrativo, abbiamo profuso in questi anni”.
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