Sanità, indagine su 6mila infermieri: il 44% dichiara di aver subito violenza
(Adnkronos) - Nella Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, gli infermieri si confermano professionisti "in prima linea", sia perché "più esposti a episodi di violenza" sia perché, "da sempre impegnati a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema delle aggressioni al personale sanitario e a promuovere, grazie al contributo degli Ordini provinciali, buone pratiche" sulla sicurezza in sanità. Un'attività "necessaria", quella di tenere acceso il faro dell'attenzione sul tema, come suggeriscono i dati raccolti dalla Fnopi (Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche) e consegnati all'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità (Oseps) per predisporre la relazione annuale sulle attività dell’Onseps relative all'anno 2025. Nel mese di gennaio 2026, la Federazione ha proposto a tutti gli iscritti un questionario finalizzato a monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni dei professionisti sanitari e socio-sanitari nel 2025. Alla survey hanno risposto in 6.232. Numerose, spiega la Fnopi, sono state le testimonianze dei professionisti che hanno raccontato di essere stati vittime di aggressioni, esplicitando modalità, tempi, luoghi ed entità degli episodi. Le adesioni maggiori sono state registrate in Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte, regioni dalle quali sono arrivate la maggior parte delle risposte. L'88% sono infermieri e il 2% sono infermieri pediatrici. In 2.771 hanno dichiarato di essere stati aggrediti negli ultimi 12 mesi. Rappresentano il 44% del totale, la maggioranza sono donne e lavorano nel settore pubblico. Ciò che colpisce - informa la Fnopi - è il numero delle aggressioni rilevate: superiore a quello delle persone aggredite. Gli episodi sono 12mila per una media di 6 l'anno subiti da ogni dichiarante, con una prevalenza di casi di violenza verbale. Dalle risposte del questionario si evince, infine, che i luoghi in cui si verificano la maggior parte delle aggressioni sono principalmente ambulatori pubblici, spazi comuni delle strutture sanitarie, interni o esterni, reparti di degenza, pronto soccorso, servizi territoriali.
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