Maurizio Biancani e Vasco Rossi: come un batterista ribelle ha incrociato il destino dell’«Alchimista del Suono», se ne parla a Mirandola
MIRANDOLA - Ci sono bivi invisibili nella storia della musica italiana che si decidono per un dettaglio apparentemente insignificante, una porta che si chiude e un'altra che si apre. Domenica 7 giugno alle ore 17.00, la Tenda della Memoria a Mirandola ospiterà un incontro straordinario per comprendere cosa accade dietro le quinte dei capolavori che hanno segnato intere generazioni. Maurizio Biancani, storico produttore e ingegnere del suono, presenterà il suo volume autobiografico "L'alchimista del suono. 50 anni di musica al mixer". Tra aneddoti legati a giganti come Lucio Dalla ed Eros Ramazzotti, l'evento metterà in luce il ruolo cruciale e quasi fatale che Vasco Rossi ha avuto nella sua incredibile traiettoria professionale. Nelle prime pagine del libro emerge un retroscena inedito e bizzarro, capace di ridisegnare i destini della musica nostrana. Tutto ebbe inizio in un altro studio di registrazione, dove a un giovanissimo Vasco Rossi era stata avanzata una richiesta decisamente poco professionale: i tecnici volevano che il suo batterista dell'epoca, un musicista di nome Attila, suonasse confinato nel corridoio. Vasco, fermo nei suoi principi e protettivo verso la propria band, rifiutò categoricamente di accettare quel compromesso umiliante. Sbatté la porta e andò a bussare per la prima volta proprio alla porta del neonato studio di Biancani.
“Mi chiedo cosa sarebbe successo senza quella richiesta. Molto probabilmente io e Rossi non ci saremmo conosciuti... e molte cose nella mia vita, e forse anche nella sua, non sarebbero andate come sono andate”, confessa l'ingegnere del suono tra le pagine del testo, sorridendo al pensiero che il "fiume pazzesco" della sua carriera sia nato dal rifiuto di un batterista.
Questo "no" permise l'incontro tra due sensibilità fuori dal comune. Biancani, cofondatore degli storici studi Fonoprint, diventerà da quel momento una delle firme più autorevoli e decisive per la definizione sonora del pop e del rock d'autore in Italia. Vasco Rossi trovò in lui non solo un tecnico impeccabile, ma un vero e proprio "alchimista" in grado di plasmare e imprimere su nastro l'energia grezza delle sue canzoni, trasformandole nei monumenti sonori che tutti oggi cantiamo. L'appuntamento a Mirandola, inserito nel prestigioso contesto del Memoria Festival 2026, non sarà una semplice presentazione letteraria, ma una vera celebrazione della musica. L'incontro, moderato dal giornalista Antonio Guicciardi, vedrà la partecipazione di ospiti d'eccezione come il leggendario chitarrista Maurizio Solieri — storico braccio destro dello stesso Vasco — e il trombonista Sandro Comini. Ad anticipare l'evento, a partire dalle 16.40, ci sarà inoltre il DJ set a cura di DJ Naxos Marco Trevisi. Un'occasione irripetibile per ascoltare dalla viva voce dei protagonisti come sia nato il "suono" che ha fatto la storia, a partire dal corridoio di uno studio e dal coraggio di un giovane rocker di Zocca.
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