Mirandola, pistola giocattolo in classe: l’istituto Galilei fa chiarezza sui fatti del 19 maggio
MIRANDOLA – Dopo la bufera scatenatasi sulla scuola alla notizia che, dopo l'incontro di boxe in cortile, al Galilei uno studente ha puntato una pistola (rivelatosi finta) contro un professore, arriva la nota ufficiale della scuola. Con l'obiettivo di fare immediata chiarezza ed evitare che l'immagine della scuola venga distorta, il Dirigente Scolastico dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore "Galileo Galilei" di Mirandola, Edoardo Ricci, ha diramato un comunicato stampa ufficiale in merito all'episodio verificatosi lo scorso 19 maggio, dando una ricostruzione diversa da quanto emerso sulla stampa locale.
La dinamica dell'episodio
I fatti risalgono a circa un mese fa, durante un'ora di lezione in una classe prima della sezione professionale dell'istituto. Secondo la ricostruzione ufficiale fornita dalla scuola, uno studente si è impossessato di una pistola giocattolo dotata di regolare tappo rosso, dopo averla sottratta furtivamente dallo zaino di un compagno di classe.
Il giovane si è successivamente avvicinato alla cattedra del docente di turno e, in modo del tutto scherzoso seppur gravemente inopportuno, ha pronunciato la frase: “Dammi le sigarette o ti sparo”. Il docente, riconoscendo fin da subito la natura dell'oggetto e constatando che si trattava unicamente di un'arma finta, ha mantenuto la massima calma, provvedendo a sequestrare il giocattolo per poi consegnarlo direttamente all'ufficio di presidenza.
La dirigenza scolastica ha voluto smentire categoricamente le voci e le ricostruzioni allarmistiche circolate in seguito: non si è trattato in alcun modo di un'aggressione coordinata da parte di un gruppo di studenti nei confronti del professore, né quest'ultimo ha mai consegnato sigarette al ragazzo, contrariamente a quanto erroneamente diffuso nelle prime indiscrezioni giornalistiche. Lo studente coinvolto è stato immediatamente sanzionato con una nota disciplinare e condotto nei locali della vicepresidenza per essere formalmente interrogato.
I provvedimenti e la mancata ammissione allo scrutinio
L'episodio del 19 maggio ha rappresentato il culmine di un percorso scolastico e comportamentale già fortemente compromesso durante l'anno. La nota della scuola evidenzia infatti che a carico del ragazzo erano già stati irrogati due distinti provvedimenti disciplinari di allontanamento dalla comunità scolastica, della durata di 10 giorni ciascuno, deliberati rispettivamente nei mesi di novembre 2025 e febbraio 2026.
Durante tali periodi di sospensione, l'alunno era stato inserito in attività di cittadinanza attiva e solidale presso organizzazioni del terzo settore convenzionate con la scuola. Ciononostante, a seguito dell'ultimo grave comportamento e avendo contestualmente superato il limite massimo di assenze consentito (fissato al 25% del monte ore annuale), la scuola ha adottato severe misure definitive.
Il giovane è stato anzitutto invitato a non frequentare le ultime due settimane di lezione dell'anno scolastico e, infine, è stato ufficialmente escluso e non ammesso allo scrutinio finale per il mancato raggiungimento dei tre quarti del monte orario obbligatorio previsto dalla legge.
La ferma difesa dell'istituto
In chiusura della nota ufficiale, il Preside Edoardo Ricci ha voluto difendere pubblicamente e con determinazione l'onore, il valore e la sicurezza quotidiana dell'istituto di Mirandola, una realtà complessa e ricca che racchiude al suo interno indirizzi liceali, tecnici e professionali.
«L’Istituto Statale di Istruzione Superiore Galileo Galilei è una scuola quotidianamente e seriamente impegnata nella missione educativa degli studenti, ricca di progetti innovativi e di attività altamente formative, che non merita in alcun modo di essere falsamente rappresentata come un luogo insicuro e violento».

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