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05 Novembre 2026
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Ragazze Digitali 2026, Unimore porta 250 studentesse nei laboratori STEM anche a Modena, Mirandola e Carpi

Si è chiusa al Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia l’edizione 2026 di Ragazze Digitali, il progetto che dal 2013 avvicina le studentesse delle scuole superiori all’informatica, alla tecnologia e alle discipline STEM attraverso attività pratiche, laboratori e momenti di orientamento costruiti a contatto con docenti, tutor, aziende e realtà del territorio. Per Unimore l’edizione 2026 segna un risultato particolarmente rilevante. Sono 250 le studentesse coinvolte nei summer camp organizzati nelle sedi di Modena, Reggio Emilia, Carpi, Mirandola e Mantova, con una crescita che conferma la solidità di un’iniziativa nata per incidere su uno dei nodi più delicati della formazione tecnico-scientifica, quello della presenza femminile nei percorsi legati all’informatica, all’ingegneria e alle nuove tecnologie. Ragazze Digitali nasce dalla collaborazione tra l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Associazione EWMD – European Women Management Development, con l’obiettivo di offrire alle ragazze una possibilità concreta di misurarsi con il digitale in una fase decisiva delle scelte scolastiche e universitarie. In oltre dieci anni il progetto ha acquisito rilievo nazionale, ha ricevuto attenzione da parte della Commissione Europea e dell’OCSE ed è arrivato tra i finalisti degli European Digital Skills Awards 2025. Dal 2022 Ragazze Digitali ER è sostenuto dai fondi europei della Regione Emilia-Romagna e viene realizzato in collaborazione con gli Atenei di Bologna, Parma e Ferrara, con sedi distribuite sul territorio regionale. Unimore ha inoltre esteso l’iniziativa a Mantova, dove l’Ateneo è presente con il Corso di Laurea in Ingegneria Informatica, in collaborazione con PromoImpresa – Borsa Merci, Laboratorio Territoriale per l’Occupabilità e Fondazione UniverMantova. Dal 2024, sempre a Mantova, Ragazze Digitali Junior coinvolge anche studentesse delle scuole secondarie di primo grado e del primo biennio delle scuole superiori, con un intervento anticipato rispetto alle prime grandi scelte di orientamento.

I camp di Modena e Reggio Emilia sono dedicati alla scoperta dell’informatica e del coding attraverso la creazione di videogiochi in linguaggio Python. A Mirandola le attività si concentrano sui principi della bioingegneria, con l’apprendimento delle basi dei segnali bioelettrici del corpo umano e la progettazione di un elettrocardiogramma portatile. A Carpi il camp Green-tech Innovators introduce le partecipanti al pensiero computazionale applicato all’automazione e alla sostenibilità, con prototipi che integrano sistemi meccanici e controllo digitale tramite Arduino. I summer camp  sono realizzati con il contributo di enti, aziende e scuole del territorio, tra cui Fondazione Marco Biagi, Fondazione Aldini Valeriani, IFOA, Comune di Modena, Confindustria Emilia Area Centro, Istituto di Istruzione Superiore “F. Selmi” di Modena, Liceo Scientifico Statale Manfredo Fanti, Istituto Tecnico Industriale Leonardo Da Vinci, Istituto di Istruzione Superiore Antonio Meucci, SPAL AUTOMOTIVE, EBV Elektronik e Schneider Electric Italia. Il sostegno al camp di Modena di VEM sistemi e Certego, società del Gruppo VEM specializzata in servizi di Cyber Threat Intelligence e contrasto al cybercrime, ha rafforzato il legame fra formazione universitaria, competenze digitali e mondo dell’impresa. La partecipazione di Certego ha portato all’interno del percorso una lezione dedicata alla cybersecurity, con un approfondimento sulle competenze richieste dal settore, sulla protezione dei dati e sull’analisi delle minacce informatiche.

Nel corso delle attività le studentesse hanno inoltre avuto la possibilità di visitare la sede di VEM sistemi e il suo Experience Center, uno spazio dedicato alla sperimentazione delle soluzioni digitali più avanzate. L’incontro con le professioniste del Gruppo VEM ha offerto alle partecipanti un contatto diretto con figure femminili già impegnate nelle professioni tecnologiche, in un settore che richiede competenze tecniche, capacità progettuale e familiarità con ambiti in continua evoluzione.

“Per molti anni l’informatica è stata raccontata quasi esclusivamente come un ambiente maschile e questo ha creato stereotipi molto forti. La nostra esperienza di oltre dieci anni con Ragazze Digitali ci insegna che, quando questi pregiudizi vengono rimossi, emergono entusiasmo, talento e potenzialità che troppo spesso restano invisibili”, dichiara la Prof.ssa Claudia Canali, del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di Unimore, che segue il progetto fin dalla sua origine.

La giornata conclusiva del 19 giugno ha permesso alle studentesse di presentare i progetti sviluppati durante i camp e di restituire il lavoro svolto nei laboratori. Per Unimore, Ragazze Digitali si inserisce in un impegno di lungo periodo sulla formazione tecnico-scientifica e sull’accesso delle ragazze alle professioni del digitale. La crescita delle sedi, l’aumento delle partecipanti e l’allargamento delle partnership indicano una direzione chiara, nella quale scuola, università, imprese e istituzioni territoriali lavorano insieme per rendere più aperti e più accessibili i luoghi in cui si costruiscono le competenze tecnologiche del futuro.

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