Vantive Gambro Medolla, AVS: “Tecnologie, brevetti e occupazione: lo Stato entri nella partita Vantive”
La vertenza Vantive Gambro a Medolla non può essere trattata come una semplice crisi aziendale, ma riguarda un settore strategico per il Paese, con ricadute dirette sulla sovranità industriale, sulla tenuta del biomedicale modenese e sui costi della sanità pubblica. È questa la posizione espressa da Alleanza Verdi Sinistra dopo le risultanze emerse dal tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Secondo AVS, il caso Vantive impone una valutazione di carattere nazionale, che chiami in causa anche il Ministero dell’Economia e il ministro Giancarlo Giorgetti. Al centro della richiesta c’è la possibilità di un ingresso delle partecipazioni statali, con l’obiettivo di presidiare un comparto ritenuto essenziale, evitare la dispersione di competenze e garantire che tecnologie, licenze, autorizzazioni e brevetti restino orientati all’interesse pubblico.
“Come AVS riteniamo necessario porre con forza all’attenzione del Ministero dell’Economia e del ministro Giorgetti una visione strategica nazionale: valutare seriamente l’ingresso delle partecipazioni statali per presidiare un comparto essenziale, impedire la dispersione di competenze e garantire che asset industriali e tecnologici rilevanti restino orientati all’interesse pubblico”, afferma Alberto Baraldi, coordinatore AVS Area Nord e del coordinamento provinciale AVS Modena.
Per Alleanza Verdi Sinistra, dunque, la partita non riguarda soltanto la difesa dei posti di lavoro e del radicamento territoriale dell’azienda, ma anche il futuro di un patrimonio tecnologico e produttivo che può incidere sul sistema sanitario nazionale. Conoscenze, autorizzazioni, licenze e brevetti, sottolinea AVS, rappresentano infatti una leva strategica che, se governata in una prospettiva pubblica e industriale, può contribuire a contenere i costi della sanità pubblica e a ridurre la dipendenza da fornitori esteri o da posizioni monopolistiche.
Da qui la richiesta che gli impegni aziendali su investimenti, continuità produttiva e piena occupazione diventino vincoli reali, inseriti in una più ampia scelta di politica industriale. Il nodo, secondo AVS, è evitare che il futuro dello stabilimento e delle professionalità coinvolte venga deciso senza una chiara regia pubblica.
“Medolla e le sue professionalità rappresentano un valore nazionale da preservare con massima trasparenza – prosegue Baraldi –. Il futuro di oltre 500 lavoratori e dell’intero indotto non può essere deciso senza una chiara regia pubblica e senza che il Governo valuti fino in fondo il ruolo che le partecipazioni statali possono svolgere per difendere il biomedicale modenese e l’interesse generale del Paese”.
La richiesta di AVS arriva dunque in una fase delicata della vertenza, nella quale il tema occupazionale si intreccia con quello della tutela di un comparto, quello biomedicale modenese, considerato centrale non solo per il territorio ma per l’intero sistema produttivo e sanitario nazionale.
- Vantive Gambro Medolla, AVS: "Tecnologie, brevetti e occupazione: lo Stato entri nella partita Vantive"
- ITINERARI CURIOSI | Dentro la Casa dell’Upupa, il laboratorio poetico di un maestro romagnolo
- Un nuovo ecografo per la Neonatologia del Policlinico di Modena
- Torna la Festa de l’Unità di Confine: sette giornate di politica, cultura e socialità nella Bassa Modenese
- Chiude la Nuova Estense a Modena, ecco i percorsi alternativi
- Mirandola, nessun "caso alberi": il Comune smonta la protesta sul verde
- Rovereto-Sant’Antonio, al via i lavori per il secondo tratto della ciclopedonale















































































