Hospice a San Possidonio, Muzzarelli (Pd): “Fare chiarezza sullo stato d’avanzamento dei lavori”
SAN POSSIDONIO - Lo stato d'avanzamento dei lavori all'Hospice San Martino, nel comune di San Possidonio, è al centro di un'interrogazione alla Giunta presentata dal consigliere del Pd, Gian Carlo Muzzarelli. A seguito di una precedente interrogazione, l’assessore alla Sanità aveva confermato la costituzione di tre tavoli di lavoro congiunti, tecnico, amministrativo-giuridico e business plan, tra Azienda AUSL di Modena, Comuni e Fondazione Hospice San Martino per giungere a soluzioni condivise per l’avanzamento del progetto.
Muzzarelli evidenzia, a questo punto, alcune criticità. “L’allungamento dei tempi derivanti da motivi di forza maggiore, a partire dall’interlocuzione con la Soprintendenza - spiega il consigliere -, ha esposto la Fondazione San Martino all’aumento dei costi dell’opera, aumento che oggi rimane l’ultimo ostacolo per dare avvio al cantiere da parte della Fondazione stessa, per via della necessità di contrarre un mutuo per completare il finanziamento del cantiere”.
L’esponente del Pd evidenzia anche come “la rete degli hospice del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna veda storicamente un mix gestionale virtuoso dove circa la metà delle strutture è gestita direttamente dal terzo settore, in convenzione o accreditamento, e l’altra metà dalle Aziende Usl, dimostrando la flessibilità e l’intercambiabilità dei modelli nel garantire i Livelli essenziali di assistenza. In questo contesto il Tavolo avviato potrà e dovrà trovare le soluzioni più idonee per la gestione partendo dal ruolo fondamentale della Ausl”.
Altro aspetto da chiarire, secondo Muzzarelli, riguarderà la gestione della struttura di cure palliative, sottolineando come, in ogni caso, sarà necessario garantire la sostenibilità del finanziamento. “In caso di gestione sanitaria in capo alla Fondazione - spiega -, la sostenibilità del mutuo verrebbe garantita ex ante dalla tariffa giornaliera riconosciuta per i posti letto all'interno della rete delle cure palliative regionali. In caso di gestione sanitaria diretta in capo all'AUSL, come attualmente ribadito dall'Azienda, l'apporto infrastrutturale del Terzo settore va integrato e valorizzato nella cornice dell’amministrazione condivisa, escludendo ogni logica di profitto o remunerazione speculativa”.
Da qui l’interrogazione alla Giunta, chiamata a chiarire una serie di aspetti, a partire dall’indirizzo interpretativo che la Regione intende indicare rispetto alla gestione della struttura. All'esecutivo regionale si chiede anche se siano attivabili le garanzie sussidiarie per l'impiantistica sociosanitaria previste dal Fondo nazionale di garanzia per il Terzo settore e se, a fronte dello stato di avanzamento della Fondazione San Martino, che detiene la proprietà del terreno, ha già il progetto esecutivo validato e i permessi di costruire rilasciati, la Giunta non ritenga urgente dare un forte impulso politico e accelerare i lavori dei tre tavoli istituiti per assicurare l’avvio del cantiere dell’Hospice.
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