Venezuela, ambasciatrice Uzzo: “Ci servono nostri soldi per ricostruzione. Grazie governo italiano per aiuti”
(Adnkronos) - "Nonostante l’emergenza le sanzioni rimangono in piedi anche se sono state un po’ allentate: da qualche giorno stanno permettendo operazioni e transazioni che devono riguardare la tragedia che stiamo vivendo. Questo però non tocca i nostri beni congelati in giro per il mondo". Lo ha dichiarato Maria Elena Uzzo, ambasciatrice del Venezuela in Italia, in un'intervista concessa all'Adnkronos, dopo il terribile terremoto che ha sconvolto il Paese.
L'obiettivo ora è quello di ricostruire il Paese colpito dalla tragedia: "Se i circa 4 miliardi di dollari in riserve auree venezuelane bloccati presso la Banca d’Inghilterra possono essere utili? In questo momento tutto è utile, qualunque euro o dollaro è utile per poter ricostruire il Paese, soprattutto per dare dignità a ogni venezuelano che è rimasto colpito da questa tragedia. Penso che piano piano si devono rendere conto che abbiamo bisogno dei nostri soldi per far riprendere il nostro Paese”, ha aggiunto.
In merito all’ipotesi dell’arrivo di capitali stranieri - in particolare statunitensi - nella ricostruzione del Paese, Uzzo ha aggunto: “Più che un rischio è un apporto che possono dare gli altri Paesi nella ricostruzione del Venezuela. Anche l'Italia si sta proponendo di aiutare nella ricostruzione del Paese, così come tante aziende petrolifere, per esempio l’Eni. Per noi è molto importante in questo momento avere l'appoggio di tutti i Paesi per poter ricostruire il Venezuela”.
"Vorrei ringraziare moltissimo il governo italiano e la popolazione italiana. C’è stata una solidarietà incredibile fin dal primo momento. Il governo italiano ha inviato immediatamente aiuti e soccorsi: Protezione civile, vigili del fuoco e personale sanitario. Sono già partiti due aerei e spero che tra oggi e domani giovedì e venerdì ne possa partire un altro. Se nel dopoguerra il Venezuela è stato d’aiuto e ha accolto i tanti italiani che sono emigrati lì e hanno potuto costruire una nuova vita, in questo momento l’Italia sta ricambiando il favore. Ringrazio di cuore il popolo italiano per l’aiuto che sta offrenbdo”. Quanto al numero degli italiani dispersi, l'Ambasciatrice ha chiarito: ”Fino a ieri i cittadini italiani deceduti erano undici. In Venezuela ci sono circa 160mila persone con cittadinanza italiana e molti vivono nella zona est di Caracas dove si sono verificati crolli in molti palazzi. Purtroppo è possibile che nei prossimi giorni il numero delle vittime aumenterà”.
L’ambasciatrice infine ha sottolineato come "molti edifici costruiti dagli italiani a partire dagli anni ’60 nell’area di Caracas sono ancora in piedi. Questo vuol dire che hanno fatto un lavoro eccellente. Dopo il terremoto del 1967 in Venezuela abbiamo approvato una legge antisismica e tutte le costruzioni italiane sono state realizzate a norma. Molte palazzine non sono crollate e si sono salvate proprio per questo motivo”.
“I venezuelani che vivono in Italia sono molto preoccupati, stiamo cercando di tenerli sempre aggiornati. Sono inoltre molto solidali e si stanno organizzando per inviare beni di prima necessità. Ci scrivono tanti medici ed infermieri italo-venezuelani che vorrebbero partire per il Venezuela per dare il loro contributo nell’assistenza medica. Stiamo cercando di organizzare un volo nei prossimi giorni. Nella tragedia stiamo assistendo a una dimostrazione molto bella di solidarietà, anche i venezuelani che vivono in patria hanno aiutato senza tregua i soccorsi, giorno e notte senza dormire continuando a salvare vite”.
A distanza di una settimana dal terremoto che ha devastato il Venezuela, Uzzo ha descritto un quadro drammatico: “Al momento i decessi sono 1.943, ci sono più di 10.000 feriti e circa 16.000 sfollati in tutto il Venezuela. Abbiamo già allestito dei centri di accoglienza per gli sfollati, ce ne sono 14 per esempio nella zona di La Guaira, vicino l'aeroporto internazionale Simón Bolívar, che è stata l’area più colpita. Vicino Caracas ci sono altri 56 centri di accoglienza per tutte queste famiglie. Il nostro governo e le forze dell’ordine fin dal primo momento sono al lavoro per salvare vite, sono state salvate 2.400 persone al momento. Nel frattempo sono arrivati anche i soccorsi dei tanti Paesi amici. Parliamo di quasi 51 Paesi che hanno mandato esperti di Pronto soccorso e della protezione civile”.
L’ambasciatrice ha ribadito il prezioso lavoro dei soccorritori: “In questo momento abbiamo bisogno di tantissima solidarietà. Perché i soccorritori sono ancora al lavoro per salvare vite. Proprio questa notte siamo riusciti a salvare un bambino di due anni. Questo vuol dire che non possiamo smettere di salvare vite, è la cosa più importante”. (di Fabrizio Rostelli)
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