Fumatori, la strada non è un posacenere: a Modena arrivano 40 raccoglitori per le cicche
MODENA – Quaranta raccoglitori per mozziconi in città. Una buona notizia per l’ambiente, certamente. Un po’ meno per il senso civico, perché se servono contenitori dedicati, campagne di sensibilizzazione e progetti specifici per convincere i fumatori a non buttare le cicche per terra, significa che un gesto elementare continua a non essere così scontato.
La strada non è un posacenere. Non lo è il marciapiede, non lo è la grata di un tombino, non lo è l’aiuola davanti al bar e non lo è il parcheggio dove si spegne l’ultima sigaretta prima di salire in auto.
Eppure il mozzicone continua a essere trattato come se fosse un rifiuto quasi invisibile: piccolo, leggero, facile da gettare con noncuranza. Il problema è che invisibile non lo è affatto. Le cicche sono tra i rifiuti più diffusi nell’ambiente urbano, lungo i corsi d’acqua e sulle spiagge, e rilasciano sostanze dannose per l’ambiente.
A Modena prosegue ora la campagna #Riciccami, lanciata dalla start up Human Maple e sostenuta dal Gruppo Hera con l’approvazione di Atersir. Con la posa di altri 32 contenitori, avviata nei giorni scorsi, saliranno presto a 40 i punti di raccolta presenti sul territorio comunale, dal centro storico alla periferia, nei parchi e nei luoghi di aggregazione.
Le colonnine accolgono sia le normali cicche sia quelle dei prodotti a tabacco riscaldato. La loro posizione sarà presto consultabile anche attraverso l’app Il Rifiutologo.
Nel mese di settembre il progetto si allargherà ulteriormente con altri 126 contenitori tra Spilamberto, Prignano sulla Secchia, Formigine, San Cesario sul Panaro, Fiorano Modenese, Sassuolo, Maranello e Castelfranco Emilia. In totale, comprese le installazioni modenesi, saranno 158 nuovi raccoglitori.
Tutto utile. Tutto positivo. Ma resta difficile non notare il paradosso: per evitare che un adulto lasci il proprio rifiuto sull’asfalto bisogna disseminare la città di colonnine apposite.
Il danno, peraltro, non è solo estetico. I mozziconi possono rilasciare nell’ambiente nicotina, benzene, arsenico, ammoniaca, formaldeide e acido cianidrico. Il Comune ricorda inoltre che una cicca può impiegare più di dodici anni a degradarsi.
Hera si occuperà dello svuotamento dei raccoglitori, mentre i mozziconi raccolti verranno portati all’impianto Human Maple di via Salgari, dove una tecnologia brevettata consente di recuperare l’acetato di cellulosa presente nei filtri.
Il materiale viene così trasformato in imbottitura per portachiavi e cuscini, mentre sono allo studio nuovi utilizzi nella moda sostenibile e nella coibentazione.
«Due terzi dei fumatori, per abitudine, disperdono il filtro di sigaretta nell’ambiente, ignorando il grave danno», spiega Ali Benkouhail, amministratore delegato di Human Maple. Ed è probabilmente proprio quella parola, “abitudine”, il cuore del problema.
Perché buttare la cicca per terra non è una fatalità e non è una distrazione inevitabile. È un comportamento. E come tutti i comportamenti può essere corretto.
L’assessore all’Ambiente del Comune di Modena, Vittorio Molinari, sottolinea l’importanza dell’aumento dei punti di raccolta e richiama l’attenzione sulle sostanze inquinanti rilasciate dai mozziconi.
Paolo Paoli, responsabile dei Servizi Ambientali di Modena del Gruppo Hera, evidenzia invece il duplice vantaggio del progetto: mantenere strade più pulite e trasformare un rifiuto altamente inquinante in una risorsa.
Il riciclo è certamente un passo avanti. Ma prima del riciclo viene il rispetto.
Una città può installare 40, 100 o 1.000 raccoglitori. Può inventare tecnologie per recuperare i filtri e trasformarli in nuovi materiali. Ma non dovrebbe essere necessario spiegare ogni volta che ciò che si fuma non si abbandona a terra.
La cicca è piccola. L’inciviltà del gesto, molto meno.
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