Pronto Soccorso di Mirandola sotto pressione, il caldo indebolisce anziani e fragili
Le elevate temperature delle scorse settimane hanno portato inevitabilmente a chiedersi se il Pronto Soccorso di Mirandola fosse in grado di gestire gli accessi, dovuti per esempio a colpi di calore o ad altri problemi provocati dall’afa. Ausl ha risposto alle nostre domande sottolineando che nel mese di luglio non c’è stato un significativo aumento degli accessi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si è passati dai 2.442 di luglio 2025 ai 2.456 di luglio 2026: solo 14 accessi in più, un aumento dello 0,6%. Per Ausl il dato su cui concentrarsi è piuttosto l’aumento della pressione assistenziale.
Le alte temperature influiscono sugli accessi?
“Nelle scorse settimane – dice Usl in una nota - si è registrata una pressione assistenziale significativa, che non sembra legata tanto ai volumi quanto alle caratteristiche e alla complessità dei pazienti presi in carico, con una presenza rilevante di persone fragili e con più patologie”. Ma attenzione, perché il numero di accessi, sempre secondo Ausl, non sarebbe direttamente collegabile al caldo. “Sulla base dei dati disponibili – prosegue la nota - non è possibile stabilire un nesso causale diretto tra l'andamento di accessi e ricoveri e le temperature particolarmente elevate registrate nelle ultime settimane. Il caldo intenso è tuttavia un fattore che può incidere sulle condizioni di salute delle persone maggiormente vulnerabili, in particolare anziani o pazienti con patologie croniche”.
Caldo pericoloso, ma solo in alcuni casi
La nota prosegue riconoscendo che anche le degenze internistiche hanno impegnato molto il personale nell’ultimo periodo. Ma ribadisce che anche questo “non può essere messo direttamente in relazione con l'andamento delle temperature, anche alla luce della disponibilità di posti letto e delle condizioni organizzative”. Poi, mettendo da parte la situazione specifica, i numeri e il bilancino, Ausl riconosce che il caldo intenso, inevitabilmente, è un fattore di rischio. “È evidente che può rappresentare un ulteriore elemento di fragilità per anziani e persone affette da più patologie – dice la nota – In alcuni casi può contribuire a peggiorare le condizioni cliniche e la necessità di ricorrere all’ospedale”.
Carenza di personale: un allarme lanciato due anni e mezzo fa
Comitato e associazioni esigono risposte
Insomma, torniamo a un punto ribadito più volte da anni: è importante che dietro a un Pronto Soccorso ci sia un ospedale che funzioni. Lo ha rimarcato anche il Comitato “Salviamo l’Ospedale della Bassa”, al cui appello si sono unite le associazioni La Nostra Mirandola e Orto Botanico La Pica. “Il Pronto Soccorso deve avere alle sue spalle un ospedale funzionante e i posti letto devono essere sufficienti ad accogliere i pazienti – dicono il comitato e le associazioni - A Mirandola non è così, deve ancora essere inaugurata la medicina d’urgenza e consolidato il doppio turno medico/infermieristico di Pronto Soccorso 24 ore su 24. Abbiamo ancora il tempo d’attesa per ricovero in Pronto Soccorso più alto della Provincia. Il che significa sovraffollamento in condizioni spesso precarie e aumento del rischio per i pazienti. Il lavoro degli operatori sanitari è encomiabile e non finiremo mai di ringraziarli, ma ci sentiamo in diritto di chiedere a Usl se ha attuato il pieno rispetto degli impegni assunti verso il territorio, specialmente dal terremoto in poi”. Ricordiamo ai lettori le recenti dichiarazioni dell’ex primario Carlo Tassi riguardo al Pronto Soccorso.
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