Nonantola, FdI sul nuovo nido “Le Casette”: “Bene il servizio, ma il Pd non se ne attribuisca tutto il merito”
NONANTOLA – L’apertura del nuovo nido “Le Casette” è «una buona notizia per le famiglie», ma Fratelli d’Italia contesta il modo in cui il risultato è stato rivendicato politicamente dall’Amministrazione comunale e chiede maggiore chiarezza sui costi sostenuti.
A intervenire è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Antonio Grella, dopo la presentazione del nuovo servizio educativo che entrerà in funzione con l’avvio dell’anno scolastico.
“Le Casette” partirà con 35 posti, destinati in futuro a salire fino a 42. La struttura ospiterà una sezione mista da 20 bambini e una sezione lattanti da 15, accogliendo piccoli a partire dai tre mesi di età.
L’investimento complessivo supera i 2,2 milioni di euro: 1,4 milioni arrivano dal PNRR per la realizzazione dell’edificio, altri 84mila euro di fondi PNRR sono destinati agli arredi, mentre il Comune ha messo sul tavolo circa 800mila euro di risorse proprie.
Nel presentare l’opera, la sindaca Tiziana Baccolini aveva sottolineato come il risultato fosse frutto «del lavoro dell’Amministrazione attuale e di quella precedente, della capacità di programmare e investire e della scelta di utilizzare le risorse disponibili».
Ed è proprio su questo passaggio che si concentra la replica di Grella.
«Raccontare questo risultato come se fosse esclusivamente il frutto dell’azione politica del Partito Democratico è quantomeno singolare», afferma il consigliere, ricordando il peso determinante dei finanziamenti PNRR.
Secondo Fratelli d’Italia, il merito dell’intervento non dovrebbe quindi essere ricondotto soltanto alle amministrazioni locali, ma anche ai livelli istituzionali che hanno reso disponibili le risorse.
«È giusto celebrare l’opera e riconoscere il lavoro dell’Amministrazione comunale – sostiene Grella – ma è altrettanto corretto ricordare da dove arrivano le risorse che hanno contribuito a renderla possibile».
Il consigliere apre poi il capitolo dei costi. Rapportando l’investimento complessivo ai 35 posti inizialmente disponibili, Grella parla di un costo equivalente di circa 55mila euro a bambino e chiede di conoscere «nel dettaglio come siano state utilizzate le risorse e quali siano stati i costi effettivi a carico della comunità».
Un altro rilievo riguarda il profilo ambientale dell’opera. Il Comune ha presentato “Le Casette” come una struttura particolarmente attenta alla sostenibilità, grazie anche all’impianto fotovoltaico da 50 kW e alla vasca da 10 metri cubi per la raccolta dell’acqua piovana.
Grella, tuttavia, invita a considerare anche la localizzazione del nido, «a ridosso della tangenziale e in un contesto fortemente caratterizzato dalla presenza di asfalto e viabilità», chiedendo come questo elemento si concili con la narrazione ambientale dell’intervento.
«Non si tratta di essere contrari al nido, tutt’altro – precisa –. Si tratta di chiedere serietà e trasparenza quando si comunica ai cittadini».
L’esponente di Fratelli d’Italia allarga quindi il confronto politico a un altro intervento che da tempo anima il dibattito a Nonantola: l’area davanti a Villa Emma.
Dopo l’uscita di scena, riferisce Grella, di BPER e Unipol, il consigliere domanda come verrà completata l’opera, quali risorse siano realmente disponibili e chi dovrà sostenere gli eventuali costi ancora necessari.
FdI torna inoltre a definire quella operazione il «giocattolino dell’onorevole Vaccari», chiedendo di rendere noto quanto sia già stato impegnato e quali ulteriori esborsi siano previsti per il Comune.
«Mentre si celebrano le inaugurazioni – afferma Grella – i cittadini hanno il diritto di sapere quali saranno gli impegni economici futuri del Comune e quali opere rischiano di rimanere incompiute».
Il consigliere rivendica infine una lettura istituzionale più ampia degli investimenti pubblici: «Le opere pubbliche non hanno colore politico: quando vengono realizzate nell’interesse dei cittadini, il merito va riconosciuto a tutti i livelli istituzionali che hanno contribuito a finanziarle e portarle a compimento».
Poi la conclusione: «La propaganda passa, i servizi restano. E i cittadini meritano di conoscere tutta la storia, non soltanto quella che conviene raccontare».

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