Le sfide della riorganizzazione sanitaria, dal Pronto Soccorso alle strade
Abbiamo già trattato alcuni contenuti del Consiglio del 2 luglio, riportando non solo alcuni dei punti di vista di chi è favorevole al progetto sulla sanità territoriale e di chi non lo è, ma anche alcune novità che potrebbero arrivare nell’Ospedale di Mirandola se le ipotesi presentate da Ausl dovessero diventare realtà. Ora proviamo a scendere più in profondità, cercando di immaginare come si trasformerebbe la sanità locale se le idee di Ausl si concretizzassero. Partendo sempre dal presupposto che gli obiettivi dichiarati dal tavolo di lavoro sono ottimizzare le risorse, mantenere la qualità dei servizi, accorciare i tempi di attesa dei pazienti, rendere più attrattive le strutture per il personale sanitario.
Pronto Soccorso: tra realtà in bilico e nuovi traguardi per Ausl
Il Pronto Soccorso è molto frequentato sia a Mirandola (29.300 accessi all’anno, aumentati del 5,4% rispetto al 2024) sia a Carpi (quasi 44.000 accessi annui). Anche per questo è in corso, nel secondo semestre del 2026, l’apertura della Medicina d’urgenza con 8 posti letto. Previsto quindi un consolidamento del personale medico e infermieristico e dal 2027 saranno attivate anche le degenze. Questo in parte offre già una risposta ai timori di chi ha notato l’esigua quantità di personale nel Pronto Soccorso di Mirandola. Fattore che rischia di diventare problematico nel periodo estivo, un po’ per le meritate ferie dei professionisti, un po’ perché il caldo anomalo delle scorse settimane ha fatto registrare un lieve aumento degli accessi in alcune giornate. La dirigenza del Santa Maria Bianca però assicura che la situazione è sotto controllo. “Non ci sono criticità dovute ai turni – dice la Dirigente Sanitaria Anna Manduchi – Nel caso qualcuno del personale venisse a mancare abbiamo già previsto di ottenere supporto, anche da altre unità operative o da altre strutture. Del resto, sono riorganizzazioni tipiche del periodo estivo”. Rimangono i limiti illustrati in Consiglio dall’ex primario Carlo Tassi. Ad oggi nel Pronto Soccorso ci sono 8 medici, uno di loro da gennaio andrà in un altro reparto. Soprattutto il personale infermieristico è, citando Tassi, “ridotto all’osso, con l’effetto che i tempi di attesa si allungano”. Tassi denuncia anche il fatto che il supporto psichiatrico al PS mirandolese “non esiste praticamente più”. In breve, la sfida dei prossimi mesi sarà convogliare nuovo personale in Pronto Soccorso e l’apertura della Medicina d’urgenza, anche per Tassi, potrebbe essere di grande aiuto.
Previsto un aumento del 40% dei posti letto
Si prevede anche la costruzione di due ulteriori ambulatori chirurgici e un potenziamento del DH oncologico e dei poliambulatori per quanto riguarda la facilità di accesso e il comfort dei pazienti. Nel 2029 potremmo vedere il corpo 8 del nosocomio organizzato in questo modo: ginecologia e senologia al piano rialzato; pneumologia, semi intensiva e medicina d’urgenza al primo piano; ortopedia, ortogeriatria e chirurgia a media degenza al secondo piano. Parliamo ora dei posti letto presenti in tutto l’ospedale, che potrebbero passare dai 98 di oggi a 138 tra circa tre anni. Insomma, sarà anche vero che, come ribadito più volte da Ausl, non bisogna ragionare in termini di posti letto, ma questi rappresentano comunque un dato. Ricordiamo che entro 5 mesi aprirà l’Ospedale di Comunità a Finale Emilia, struttura residenziale con 15 posti letto estendibili a 20 per pazienti fragili post-acuti che, prima di tornare a casa, necessitano di un periodo di riabilitazione, gestito da un corpo infermieri.
Il Comitato Salviamo l'ospedale della Bassa interviene in Consiglio
I dubbi sollevati in consiglio
Queste ed altre novità avrebbero lo scopo di valorizzare le vocazioni delle strutture del territorio. Specializzazione dei complessi uguale a maggiore qualità dei servizi e soprattutto maggiore attrattiva per i professionisti: questa l’equazione che guida il tavolo di lavoro. Inoltre il nuovo assetto vuole rendere i due ospedali complementari “non per creare due strutture di pari livello – come dichiarato dalla Direttrice del Presidio Unico Giulia Ciancia – ma per far sì che gli ospedali non possano fare a meno l’uno dell’altro”. Per nulla convinto il capogruppo di Mirandola 50mila Giorgio Siena: il suo timore è che nel lungo periodo Carpi potrebbe non avere più bisogno dell’ospedale di Mirandola, che si ritroverebbe quindi depotenziato e morente. Dei problemi segnalati da Tassi abbiamo già scritto. A questi si aggiunge l’appello del consigliere di Fratelli d’Italia Gianni Righetti, che ha parlato delle vie di collegamento Carpi-Mirandola definendole penose. Righetti ha sottolineato l’urgenza di migliorare la viabilità per dare certezze ai pazienti, soprattutto alle donne incinte che da Mirandola devono raggiungere Carpi.
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