Bellco cambia volto: ecco chi sono i nuovi proprietari cinesi e cosa resta a Mirandola
MIRANDOLA – Bellco cambia volto. E la giornata di mercoledì 16 settembre nello stabilimento di via Camurana segna probabilmente il passaggio definitivo dalla Bellco che Mirandola ha conosciuto per decenni a una realtà industriale molto diversa per dimensioni, organizzazione e geografia produttiva.
Gran parte dei macchinari che per anni hanno fatto dello stabilimento uno dei simboli del biomedicale della Bassa ora sono spenti. E i numeri non sono più quelli dell’età dell’oro, quando qui lavoravano oltre 700 persone.
Ma lo stabilimento di Mirandola non viene cancellato dalla nuova geografia del gruppo. Anzi, la proprietà gli assegna formalmente un ruolo europeo e annuncia nuovi investimenti e assunzioni.
È questo il senso del “Bellco empowered by NorrDia Day 1”, la cerimonia con cui è stata presentata la nuova fase del progetto industriale partito nel 2025 e arrivato ora all’acquisizione del marchio e dello stabilimento Bellco.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, il progetto coinvolge oggi oltre cento dipendenti tra Primabell e Bellco. L’amministratore delegato di NorrDia Leo Ling ha spiegato inoltre che dalla conclusione dell’operazione l’organico è già cresciuto e che sono previste ulteriori assunzioni, in particolare per figure manageriali e professionalità nell’area della ricerca e sviluppo.
NorrDia è svedese, la proprietà di riferimento è cinese
Dietro alla nuova Bellco c’è NorrDia, società con sede a Lund, in Svezia, fondata nel 2021 da manager provenienti da importanti realtà del settore della purificazione del sangue, tra cui Gambro e Baxter.
Ma la proprietà di riferimento è cinese.
Il principale azionista di NorrDia è infatti Tianyi Medical, gruppo fondato nel 1998, quotato alla Borsa di Shenzhen e controllato da Zhimin Wu e dal figlio Sam Wu. Tianyi sviluppa e produce dispositivi medicali e dispone di una capacità industriale e commerciale internazionale.
È questo gruppo che oggi integra il patrimonio tecnologico accumulato da Bellco in oltre mezzo secolo con una struttura produttiva molto più ampia e distribuita a livello internazionale.
Durante la presentazione, il presidente di Tianyi Medical ha parlato esplicitamente di una strategia fondata sull'unione tra “eccellenza tecnologica europea” e capacità industriale cinese, indicando Mirandola come uno dei poli su cui costruire il futuro del gruppo.
A Mirandola si producono ancora un milione di filtri all’anno
Ed è proprio questo uno degli elementi nuovi emersi mercoledì.
Nonostante il drastico ridimensionamento della produzione rispetto al passato e il trasferimento all’estero di gran parte dei macchinari, lo stabilimento di Mirandola produce ancora circa un milione di filtri all’anno, destinati principalmente alle terapie acute.
La società afferma inoltre di stare valutando investimenti per incrementare i volumi produttivi, aumentare la capacità del sito e migliorarne efficienza e competitività.
Tra i progetti c’è anche la prosecuzione dello sviluppo della piattaforma Monitor, considerata strategica per il futuro del business, mentre è allo studio la possibile riattivazione dell’impianto di trigenerazione, che consentirebbe di produrre contemporaneamente energia elettrica, calore e raffrescamento.
Mirandola sarà il centro europeo delle Operations
La definizione scelta dall’azienda è precisa: il sito di via Camurana è destinato a diventare il “Centro di Eccellenza Operations per l’Europa” del gruppo NorrDia-Tianyi.
Oltre alla produzione, Mirandola ospiterà alcune funzioni globali e continuerà ad avere un ruolo nella ricerca e nello sviluppo.
Tianyi ha annunciato in particolare l’intenzione di incrementare gli investimenti nel centro europeo di ricerca e sviluppo, concentrandosi sulla purificazione del sangue nelle terapie intensive, sulle soluzioni per diagnosi e trattamento e sui consumabili ad alta tecnologia.
Il modello delineato dai vertici è dunque abbastanza chiaro: sviluppo tecnologico e competenze in Europa, grande capacità industriale e produttiva in Asia, con una rete commerciale globale.
Un passaggio veloce e doloroso
Il nuovo corso arriva però dopo due anni molto difficili.
La crisi era esplosa il 12 giugno 2024, quando Mozarc Medical aveva annunciato l’intenzione di uscire dal business renale cronico. Per Mirandola significò l'apertura di una vertenza pesantissima, con proteste dei sindacati e una mobilitazione che coinvolse l’intero territorio.
La questione arrivò fino al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con Regione Emilia-Romagna, organizzazioni sindacali e amministrazioni locali.
Fu una mobilitazione ampia e bipartisan, costruita intorno alla difesa dei posti di lavoro e della presenza produttiva di uno dei marchi storici del distretto biomedicale.
Mercoledì, però, di quella vasta rappresentanza istituzionale era presente sostanzialmente solo il Comune di Mirandola, con la sindaca Letizia Budri.
Budri ha ricordato il percorso compiuto “da Mirandola a Roma” da istituzioni e parti sociali e ha sottolineato come le competenze del territorio continuino a pesare nelle scelte dei grandi gruppi internazionali del biomedicale.
La Bellco dei 700 dipendenti non c’è più
Il punto, però, resta questo: la Bellco dei 700 dipendenti e della grande produzione mirandolese non tornerà nelle forme in cui il territorio l’ha conosciuta.
La trasformazione industriale è stata profonda e una parte rilevante della produzione è stata trasferita all’estero.
Ma non è neppure corretto dire che a Mirandola sia rimasto soltanto il marchio.
Ci sono ancora produzione, oltre cento addetti nel progetto complessivo, funzioni globali e attività di ricerca e sviluppo. Ci sono soprattutto gli annunci della nuova proprietà: investimenti, nuove assunzioni e l’obiettivo di fare di Mirandola il polo europeo delle Operations.
Ora comincia la parte che interessa davvero al territorio: misurare nei prossimi mesi quanto di questi programmi diventerà investimento effettivo, quanta produzione resterà o tornerà a Mirandola e quanti nuovi posti di lavoro saranno creati.
Perché la vecchia Bellco è finita. La nuova, invece, comincia adesso.
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