Confindustria Dispositivi Medici: “Bene l’Emilia-Romagna sul superamento del payback, ora proposta condivisa”
“La proposta dell’Emilia-Romagna di superare il payback e affrontare il debito pregresso rappresenta un passo importante: significa riconoscere che questo meccanismo non è più sostenibile né per le imprese né per il Servizio sanitario”.
È quanto sottolinea Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici, commentando la posizione assunta dalla Regione Emilia-Romagna e auspicando che venga raccolta dalle altre Regioni e condivisa in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
“Imprese, Regioni e Servizio sanitario si trovano a fare i conti con una criticità comune: l’incoerenza tra fabbisogni sanitari reali e tetti di spesa, che non riflettono l’evoluzione della domanda di salute. Per questo possiamo e dobbiamo avanzare al Governo una proposta comune: superare il payback, tutelare gli equilibri dei bilanci regionali e costruire un nuovo modello di governance della spesa”.
È questa la posizione ribadita oggi dal presidente Faltoni nel corso dell’audizione in Conferenza Stato-Regioni, dove ha sottolineato la necessità di una transizione ordinata, con tempi certi e adeguate coperture, accompagnata da misure capaci di impedire la formazione di nuovo debito.
“Il payback è nato con l’obiettivo di contenere la spesa sanitaria – ha dichiarato il presidente Faltoni -, ma l’esperienza di questi anni dimostra che ha prodotto effetti distorsivi: ha accumulato debiti, alimentato il contenzioso e aumentato l’incertezza per le imprese, frenando investimenti e innovazione. Un meccanismo che genera queste conseguenze non può rappresentare una soluzione strutturale alla sostenibilità del Servizio sanitario. A essere esposti sono anche interi territori e filiere produttive, a partire da Mirandola, uno dei più importanti distretti biomedicali d’Europa, dove la pressione esercitata dal payback rischia di compromettere capacità produttiva, occupazione e investimenti”.
“Superare il payback non significa rinunciare al controllo della spesa pubblica – ha concluso Faltoni – ma passare da un controllo ex post a una governance più efficace, fondata su programmazione, dati e valutazione del valore delle tecnologie. Abbiamo bisogno di un sistema che consenta di programmare la spesa in funzione dei reali bisogni di salute, misurare i risultati e intervenire tempestivamente sulle inefficienze, anziché scaricarne i costi a posteriori sulle imprese. È su questo terreno che Regioni e industria possono costruire una proposta comune al Governo”.
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