Dimensionamento scolastico in Emilia-Romagna, Flc Cgil: “Oltre al danno la beffa. Prima tagliano le scuole, poi negano loro le risorse”
Nota stampa del sindacato Flc Cgil Emilia-Romagna:
"17 autonomie scolastiche cancellate attraverso il commissariamento della Regione. Scuole “monstre” in cui cala il personale Ausiliario Tecnico Amministrativo e aumenta il disagio e il precariato. E ora l'ennesima dimostrazione che misura i rapporti di forza e punisce l’Emilia-Romagna che viene esclusa anche dai 19 milioni destinati alle supplenze ATA per fronteggiare gli effetti del dimensionamento".
Monica Ottaviani, segretaria generale FLC CGIL Emilia-Romagna: “Una discriminazione annunciata che contrasta i principi costituzionali. E chi ha materialmente attuato il dimensionamento oggi ha il dovere di difendere le scuole che dirige e rivendicare le risorse necessarie per attivare posti e pagare il personale”.
"Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha presentato alle organizzazioni sindacali il decreto di riparto dei 19 milioni di euro destinati alle supplenze temporanee del personale ATA per sostenere le scuole interessate dal dimensionamento. In ogni parte del Paese si è proceduto a chiudere scuole, ma le risorse vengono assegnate alle regioni che hanno adottato autonomamente i piani. Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna, le regioni ribelli, sono escluse. È esattamente ciò che la FLC CGIL Emilia Romagna aveva denunciato già a giugno scorso, quando avevamo definito gravissima la decisione del Ministro Valditara di penalizzare le Regioni che avevano scelto di non piegare la testa di fronte alla riduzione delle autonomie scolastiche. Oggi quella discriminazione diventa concreta. E in Emilia-Romagna assume i contorni del paradosso. Questi i fatti: la Regione si è rifiutata di procedere al taglio di 17 autonomie scolastiche. Il Governo ha reagito esercitando il potere sostitutivo e nominando commissario ad acta il Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, con il compito di attuare il dimensionamento che la Regione aveva rifiutato. Il risultato è davanti a tutti: nell’anno scolastico appena iniziato le scuole statali dell’Emilia-Romagna sono passate da 532 a 515. Dunque il Governo non può sostenere contemporaneamente due cose opposte: che il dimensionamento in Emilia-Romagna sia stato necessario e dovesse essere realizzato anche contro la volontà della Regione e, quando si tratta di distribuire le risorse necessarie a sostenerne le conseguenze, comportarsi come se quel dimensionamento non fosse mai avvenuto".
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