ITINERARI CURIOSI | Alla scoperta dello sguardo che cambiò la fotografia
di Francesca Monari
Varcando la soglia della dimora immersa nella campagna reggiana ci si trova di colpo avvolti nell’universo visivo di uno dei maestri della fotografia contemporanea.
A Roncocesi di Reggio Emilia tra memorie, dettagli e meraviglia è visitabile la Fondazione Luigi Ghirri; un luogo vivo pensato per chiunque sappia emozionarsi davanti alla poesia del quotidiano. Sita nella casa dove l'artista visse e lavorò negli ultimi anni della sua vita, la
Fondazione nasce per volontà degli eredi con l'obiettivo di conservare, studiare e divulgare il suo immenso patrimonio culturale. Luigi Ghirri (1943-1992), figura centrale e rivoluzionaria nel panorama visivo internazionale, ha ridefinito la percezione del paesaggio, dell’architettura e del concetto stesso di visione.
Attivo a partire dagli anni Settanta, Ghirri ha intrecciato un dialogo costante con artisti, architetti, musicisti e scrittori, dando vita a progetti iconici e a pubblicazioni famose in tutto il mondo. Oggi le sue immagini sono conservate ed esposte nelle collezioni dei più prestigiosi musei del pianeta. La visita alla sede rappresenta un viaggio intimo tra le mura domestiche: gli ambienti si aprono tra scaffali di volumi d'arte, dischi, provini d'epoca, carte da parati, cartoline e oggetti d’affezione che hanno nutrito la sua straordinaria ricerca artistica.
Nel percorso "dialogano" con immediatezza le stampe fotografiche, i libri d’artista e i materiali d'archivio inediti, restituendo l'essenza autentica del pensiero di Ghirri e offrendo uno sguardo privilegiato sul suo modo di osservare il mondo. Le visite, organizzate in piccoli gruppi e cadenzate dal ritmo delle stagioni, sono prenotabili direttamente sul sito ufficiale della Fondazione all’indirizzo: https://fondazioneluigighirri.it e, per chi ama la bellezza discreta, farci una tappa ‘vale assolutamente il viaggio’.
Prenotabili secondo calendario anche le visite e gli approfondimenti dedicati all'Archivio conservato presso la Biblioteca Panizzi e alle collezioni permanentemente esposte ai Musei Civici di Reggio Emilia.
Foto tratte dal sito della Fondazione:
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