Finale Emilia, confermate le ore del Progetto Educativo Assistenziale a sostegno degli alunni con disabilità
FINALE EMILIA - “Tanto tuonò che… non piovve”: così il sindaco di Finale Emilia, Claudio Poletti, mette fine alla querelle sulle ore destinate al Progetto Educativo Assistenziale (PEA) di sostegno ad alunne e alunni con disabilità.
“Il 15 settembre le scuole riaprono le porte – spiega Poletti – e confermo che nel nuovo anno scolastico saranno garantite le ore di PEA che i bambini hanno avuto nel precedente, assicurando così continuità al loro percorso educativo e scolastico. Sono anche assicurate le ore necessarie per i bambini e le bambine che hanno ricevuto una nuova certificazione, perché ogni nuovo percorso possa iniziare con il sostegno e l’attenzione di cui hanno bisogno. Sappiamo bene quanto sia importante per una famiglia sapere che il proprio bambino può contare su persone, strumenti e risorse adeguate”.
Dietro ogni ora di assistenza ci sono bisogni concreti, percorsi personali e aspettative di crescita, ma soprattutto ci sono bambini e ragazzi che hanno il diritto di vivere pienamente la scuola, insieme ai loro compagni.
“Per questa Amministrazione – aggiunge l’assessora alle Politiche scolastiche ed educative e ai Servizi Sociali, Patrizia Melara - l’inclusione è un valore fondamentale e la sua concreta realizzazione rappresenta una precisa responsabilità. Non vogliamo che rimanga soltanto una parola, ma che si traduca ogni giorno in attenzione, presenza e sostegno”.
In coerenza con questo impegno, è stato costituito un tavolo di confronto con la presenza delle rappresentanze dell’Istituto Comprensivo Castelfranchi e delle famiglie di alunne e alunni con disabilità, dell’Amministrazione comunale, del gestore del personale educativo. Il tavolo si avvale anche della collaborazione del servizio di neuropsichiatria del distretto sanitario di Mirandola.
“Già nelle prime riunioni effettuate – conclude l’assessora Melara - sono emerse proposte e nuove progettualità. Per questo continueremo a lavorare affinché ogni bambino possa sentirsi accolto, sostenuto e parte della propria comunità scolastica, e affinché le famiglie possano affrontare il nuovo anno con la consapevolezza di non essere sole”.
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