La “Casa degli Orologi” di Crevalcore apre al pubblico per la prima volta a settembre
Il pezzo più antico ha circa 700 anni, secondo le stime. Un altro articolo ha richiesto milioni delle vecchie lire solo per i quadranti. Nel complesso, il numero delle opere dell’intera collezione è sconosciuto perfino al suo proprietario. Parliamo degli orologi che Giuliano Ansaloni ha accumulato per oltre mezzo secolo, riempiendo la sua villa di Crevalcore, un edificio a due piani – senza contare l’altana – situato in mezza campagna, in via di Mezzo Ponente. Non esiste un altro posto uguale in tutto il mondo. Una casa privata, chiusa al pubblico tutto l’anno a esclusione della terza domenica di luglio, piena zeppa di orologi di ogni tipo ed epoca, collezionati per oltre mezzo secolo da una sola persona. Altroché camera delle meraviglie: qui di meraviglioso c’è un intero villino.
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Un’opportunità da non perdere per i lettori
La grande novità è che quest’anno, per la prima volta, la struttura accoglierà visitatori e curiosi anche sabato 26 settembre, complice la richiesta di una scuola di Bologna, desiderosa di portare alcuni studenti a scoprire questo luogo magico. Fino all’anno scorso Ansaloni accoglieva visitatori solo per un giorno, durante la fiera del Carmine di Crevalcore. A luglio c’erano stati mille visitatori. Poi la generosità del proprietario oggi 84enne ha ceduto alle richieste di un’associazione di appassionati di motori, che gli hanno chiesto di tenere aperti i battenti per altri due giorni nell’ambito della fiera. Sabato l’occasione si ripeterà in via del tutto eccezionale. Volete un consiglio? Correte su YouTube, guardate il documentario “Tempo – Viaggio con Giuliano Ansaloni”, godetevi un assaggio virtuale di questa casa e poi il 26 settembre correte a Crevalcore per ammirarla dal vivo.
Il “cuore” della collezione: “La Famiglia del Tempo”
Quando si tratta di parlare dei suoi orologi, il proprietario è un fiume in piena, guidato da un amore che sfiora l’ossessione. Ansaloni è stato autotrasportatore per tanti anni, anche se avrebbe sempre voluto fare l’orologiaio. Non c’è riuscito, ma la sua cultura in questo campo e molti risparmi gli hanno permesso di circondarsi di pezzi pregiatissimi, rari, spettacolari. Certamente quello che lo riempie di orgoglio è il grande orologio che lui stesso ha progettato, denominato “La Famiglia del Tempo” e realizzato a partire dalla fine degli anni ‘80. Quattro statue in legno, realizzate da un artista siciliano, che rappresentano lui, sua moglie e le due figlie escono da un abitacolo accompagnate da un carillon. I tre quadranti in marmo di Carrara, stando alle dichiarazioni di Ansaloni, sono costati 4 milioni e mezzo in tutto. Per costruire l’intero marchingegno il collezionista ha riflettuto a lungo, aggiungendo dettagli negli anni, con l’obiettivo di creare qualcosa di ricercato. Un gesto d’amore per la sua famiglia.
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Un patrimonio incalcolabile
Dalle poche informazioni che si possono ricavare sulla collezione (non esiste un inventario), Ansaloni dice di avere circa 30 orologi da campanile, molte decine di orologi da pavimento, diversi Luigi XIV e Luigi XV, pezzi importanti firmati “Franchini”, che nei secoli scorsi erano destinati a ricchi e aristocratici (uno è datato 1.767) e una quantità incalcolabile di orologi da muro, da mobile, da tasca, da polso. L’orologio da torre posto sopra alla casa ha circa 500 anni e non è nemmeno quello più antico. Fa sorridere che al termine dell’intervista che l’uomo ci ha gentilmente concesso, dopo tanto parlare di orologi, lui chiuda en passant con un laconico “Ah, ho anche una collezione di auto d’epoca”.
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