Violenze a catena tra Nonantola e provincia: incubo finito, arrestato l’aggressore
Una scia di sangue e violenza che per anni ha scosso la tranquillità della provincia di Modena ha finalmente trovato la sua conclusione giudiziaria. I Carabinieri della Stazione di Fiorano Modenese hanno tratto in arresto un uomo residente nel comune, dando esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bologna. Il provvedimento nasce dal cumulo di tre condanne definitive per reati commessi tra il 2017 e il 2018 nei territori di Castelnuovo Rangone e Nonantola, per i quali il responsabile dovrà espiare una pena residua di 4 anni e 9 mesi di reclusione, oltre a 3 mesi di arresto.
L'escalation di brutalità evidenzia una condotta seriale e recidiva che ha seminato panico e indignazione tra i cittadini:
L'aggressione a Montale di Castelnuovo Rangone (31 agosto 2017): Durante la festa parrocchiale, un cittadino era intervenuto per sedare una lite tra giovani in un parco. Per tutta risposta, l'arrestato lo aveva colpito con un violento pugno al volto, continuando a infierire sulla vittima ormai priva di sensi a terra. Il malcapitato era stato ricoverato d'urgenza al Policlinico di Modena con gravi ferite. Le indagini dei Carabinieri portarono alla condanna dell'aggressore per lesioni personali aggravate.
Il grave accoltellamento a Nonantola (25 marzo 2018): A distanza di pochi mesi, l'uomo si è reso protagonista di un ennesimo fatto di sangue, accoltellando un individuo nel corso di una rissa e provocandogli lesioni gravissime. L'intervento dei Carabinieri di Nonantola permise di identificarlo e denunciarlo per tentato omicidio, lesioni personali e porto abusivo di armi.
Inosservanza delle prescrizioni: A completare il quadro giudiziario si aggiunge la condanna per aver violato gli obblighi della sorveglianza speciale a cui era già sottoposto al momento dei fatti.
Dopo il percorso processuale e l'esaurimento dei gradi di giudizio, le condanne sono divenute irrevocabili. I militari lo hanno rintracciato e, al termine delle formalità burocratiche, lo hanno condotto presso la Casa Circondariale "Sant'Anna" di Modena, mettendo definitivamente punto a una vicenda che ha segnato la cronaca locale.
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