Il prof Devis Bellucci di UniMORE finalista al Premio Asimov 2027
MODENA - Eppure non doveva affondare. Quando la scienza ha fatto male i conti, di Devis Bellucci (Bollati Boringhieri, 2024), è tra i cinque finalisti della XII edizione del Premio Asimov per l’editoria scientifica divulgativa, promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). L’autore è fisico e professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove svolge ricerche nel campo dei biomateriali per applicazioni biomedicali, ingegneria dei tessuti e medicina rigenerativa.
Il premio, intitolato allo scrittore Isaac Asimov, è un riconoscimento di grande prestigio per la divulgazione scientifica. L’albo d’oro comprende la premio Nobel per la Medicina Katalin Karikó, il chimico Peter Atkins, la matematica Hannah Fry, l’astrofisico Amedeo Balbi, il chimico e scrittore Marco Malvaldi e la psicologa Anaïs Roux.
La cinquina dell’edizione 2026/2027 è stata annunciata il 22 ottobre. A scegliere il vincitore saranno gli studenti delle scuole superiori di tutta Italia, chiamati a leggere, votare e recensire le opere selezionate dalla commissione scientifica. Il premio coinvolge così i ragazzi in un percorso di lettura critica e di confronto con la ricerca: nell’ultima edizione hanno partecipato oltre 16.000 studenti di 350 scuole. Un riconoscimento sarà assegnato anche agli autori delle migliori recensioni.
Nel libro Bellucci attraversa vari campi del sapere umano, dalla fisica alla chimica, dall’ingegneria all’informatica e alla matematica, raccontando con ironia errori, fallimenti e imprevisti: disastri aerei e aerospaziali, crolli, teoremi ed esperimenti sbagliati, farmaci che diventano inefficaci, sofisticati microchip che non sanno fare le divisioni e computer che perdono la cognizione del tempo. Il viaggio arriva fino alle sfide dell’intelligenza artificiale e mostra come si individuano e si correggono gli errori e perché il confronto tra ricercatori e la verifica condivisa dei risultati siano essenziali alla costruzione del sapere scientifico.
Insieme a Bellucci sono finalisti Beatrice Mautino, Roberto Mercadini, Sergio Della Sala e, con un’opera a sei mani, Alessia Micheloni, Paola Rampa e Laura Trapani. La proclamazione del libro vincitore è attesa nella primavera del 2027 al Salone Internazionale del Libro di Torino.
Scrittore e divulgatore, Bellucci è già stato finalista al Premio Letterario Galileo 2023 con Materiali per la vita, pubblicato sempre da Bollati Boringhieri. È presente sui principali social come @ditantomondo (oltre 180.000 follower complessivi), dove parla di fisica, storia della scienza e della tecnologia e racconta le sue ricerche sui biomateriali condotte all’Università di Modena e Reggio Emilia.
Eppure non doveva affondare. Quando la scienza ha fatto male i conti
SINOSSI
Aerei all’avanguardia che esplodono in volo perché hanno i finestrini quadrati, sofisticati microchip che non sanno fare le divisioni, navi che si spezzano in due nel porto, farmaci che diventano inefficaci, computer che perdono la cognizione del tempo ed esperimenti costosissimi andati in pezzi per un cavo allentato. Devis Bellucci raccoglie in questo libro spumeggiante, pieno di contagiosa ironia, una lunga sequela di errori e vere e proprie sciocchezze avvenute in ogni campo del sapere umano, dall’ingegneria alla medicina, dall’informatica alla fisica alla matematica, fino alle criticità che ci attendono al varco con l’Intelligenza Artificiale. Un viaggio attraverso cantonate imbarazzanti, compiute da persone per altri versi serie e scrupolosissime. Tanto che il più delle volte viene da dire: «Ma non potevano accorgersene prima?». Già, solo che spesso non c’era un prima, nel senso che i responsabili dell’errore si stavano confrontando con un problema che era insorto per la prima volta, e non avevano termini di paragone. Scopriremo allora quali strategie vengono messe in campo per evitare che la scienza inciampi nei lacci delle scarpe: si chiamano peer-review nella ricerca accademica, debugging nel mondo dei software, Trial Controllato Randomizzato in medicina e ridondanza strutturale in ingegneria, uno strumento fondamentale per progettare edifici più sicuri. Soprattutto, capiremo il vero punto di forza della scienza: non il metodo sperimentale, che di per sé non basta, bensì la natura corale dell’impresa scientifica, dove il sapere si costruisce attraverso la condivisione delle idee, il confronto serrato, la verifica incrociata delle osservazioni prima di elevarle al rango di scoperta. Perché nessuno fa scienza da solo.
Dalla quarta di copertina
«Ogni storia di scienza è una storia di errori. Errori che scompigliano le idee, dati che non sposano la teoria, fallimenti che portano a immaginare modelli sempre più perfezionati per descrivere un pezzo di mondo. Il compito dello scienziato non è mettere dei punti fermi su cui riposare in pace, ma lavorare di lima e scalpello per sgrossare il nostro grado di incertezza. Si tratta di un sapere in divenire, che germoglia da un impasto di radicale scetticismo e messa in discussione delle proprie conquiste, pur nella meraviglia di scoprire che qualcuna di esse continua a rimanere in piedi. Dico meraviglia perché è lì che si intravede, forse, quel po’ di verità che è concessa agli uomini su questa Terra».
L'autore
Devis Bellucci, fisico, è professore associato al Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove ricerca nel campo dei biomateriali per protesi, dispositivi biomedicali, ingegneria dei tessuti e medicina rigenerativa. Scrittore, giornalista e divulgatore scientifico, ha collaborato in passato con diverse testate tra cui «Vanity Fair». Ha pubblicato Perché la forchetta non sa di niente? E altre domande curiose per capire la scienza senza uscire di casa (Rizzoli, 2022) e Guida ai luoghi geniali (Ediciclo, 2023). Per Bollati Boringhieri ha scritto Materiali per la vita. Le incredibili storie dei biomateriali che riparano il nostro corpo (2022, finalista al Premio Letterario Galileo 2023), Eppure non doveva affondare. Quando la scienza ha fatto male i conti (2024) e Dati alla mano. Le verità sulla salute tra numeri e illusioni (2026). È presente sui principali social come @ditantomondo (oltre 180.000 follower complessivi), dove parla di fisica, storia della scienza e della tecnologia e racconta le sue ricerche accademiche sui biomateriali.
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