Mutui, a settembre tasso fisso sale al 3,53%, variabile al 2,84% in media
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, a settembre il TAN medio dei mutui a tasso fisso con durate di 20 e 30 anni ha raggiunto il 3,53%, il livello più elevato degli ultimi mesi, in crescita di 11 punti base rispetto all’inizio del 2026. Sul fronte dei mutui a tasso variabile, l’effetto delle decisioni di politica monetaria della BCE ha determinato un aumento di 17 punti base da gennaio. Nonostante questo rialzo, il TAN medio del variabile si è attestato al 2,84% a settembre, mantenendosi più conveniente rispetto al fisso. Pur restando la soluzione più conveniente, il vantaggio del tasso indicizzato all’Euribor si è dunque ridotto a 69 punti base, contro i 77 bps rilevati a gennaio. Considerando un mutuo a 20 anni da 180.000 €, a gennaio 2026 la differenza in termini di rata mensile tra tasso fisso e tasso variabile era pari a 70 euro a favore di quest’ultimo: la media del variabile si attestava infatti a 969 euro, contro i 1.038 euro del fisso. A settembre il vantaggio del tasso indicizzato all’Euribor si è leggermente ridotto, con una rata media di 984 euro rispetto ai 1.047 euro del fisso, per un risparmio pari a 63 euro al mese. Di conseguenza, anche il beneficio economico complessivo sull’intera durata del finanziamento si è ridimensionato: dai circa 16.700 euro di inizio anno a poco più di 15.000 euro attuali.
Matteo Favaro, COO & Managing Director Financial Products di MutuiOnline.it, commenta: “Rispetto ai primi mesi dell’anno, il mercato dei mutui registra un leggero incremento dei tassi medi, sia per le soluzioni a tasso fisso sia per quelle a tasso variabile, seppur per dinamiche differenti. Sul fronte del fisso, l’andamento riflette il recente rialzo degli indici IRS, influenzati dall’evoluzione dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi a 30 anni, che negli ultimi mesi hanno mostrato una significativa crescita. Per quanto riguarda il variabile, l’aumento è invece legato alle decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea, che nel corso dell’anno è intervenuta due volte sui tassi di riferimento per contrastare le pressioni inflazionistiche, con il più recente rialzo avvenuto nella riunione di settembre. In entrambi i casi, il contesto macroeconomico internazionale, caratterizzato da persistenti tensioni geopolitiche ed energetiche, continua a esercitare un ruolo rilevante nell’evoluzione del costo del credito”.
In Emilia-Romagna richieste medie da 147.996 euro, circa 2.117 euro in più rispetto all’Italia
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it relativi ai primi nove mesi del 2026, l’importo medio richiesto nella regione si attesta a 147.996 euro, un valore superiore alla media italiana di 145.879 euro. Anche il valore medio degli immobili è pari a 221.038 euro, dato inferiore ai 225.862 euro rilevati a livello nazionale. La durata media dei finanziamenti raggiunge 25 anni e 3 mesi, rispetto ai 24 anni e 10 mesi registrati in Italia, mentre i richiedenti hanno in media 38 anni e 8 mesi, contro i 39 anni e 5 mesi del dato nazionale.
Bologna al vertice per importi richiesti e valori immobiliari, a Reggio nell'Emilia i richiedenti più giovani
Bologna registra l’importo medio richiesto più elevato, pari a 164.200 euro, davanti a Rimini, con 150.321 euro, e Forlì-Cesena, con 146.638 euro. Seguono Modena e Parma, su livelli pressoché analoghi, rispettivamente con 143.888 e 143.857 euro. Più contenuti gli importi rilevati a Ravenna, pari a 138.863 euro, e a Reggio nell'Emilia, con 138.471 euro, mentre chiudono il quadro Piacenza, con 125.372 euro, e Ferrara, con 123.668 euro. Anche per il valore medio degli immobili Bologna si colloca al primo posto, con 249.164 euro, seguita da Rimini, che raggiunge 237.627 euro. Parma si attesta a 218.428 euro, davanti a Forlì-Cesena, con 214.582 euro, e Modena, con 212.192 euro. Valori più bassi si osservano a Reggio nell'Emilia e Ravenna, rispettivamente pari a 202.158 e 201.866 euro, mentre Piacenza e Ferrara si fermano a 179.457 e 177.615 euro. Sul versante della durata, Bologna presenta i finanziamenti mediamente più lunghi, pari a 25 anni e 9 mesi, seguita da Forlì-Cesena con 25 anni e 7 mesi. Ravenna raggiunge 25 anni e 4 mesi e Rimini 25 anni e 3 mesi, mentre a Reggio nell'Emilia la media è di 25 anni e 2 mesi. Ferrara e Modena si attestano entrambe a 25 anni e 1 mese; durate inferiori si registrano invece a Parma, con 24 anni e 10 mesi, e a Piacenza, con 24 anni e 4 mesi. Quanto all’età media, i richiedenti più maturi si trovano a Rimini, con 40 anni e 6 mesi, e a Forlì-Cesena, con 39 anni e 3 mesi. Seguono Modena, con 39 anni, Parma, con 38 anni e 11 mesi, e Bologna, con 38 anni e 9 mesi. A Ravenna e Ferrara l’età media è la stessa, pari a 38 anni e 2 mesi, mentre i valori più bassi si rilevano a Piacenza, con 37 anni e 8 mesi, e a Reggio nell'Emilia, con 37 anni e 7 mesi.
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