Renzi, il messaggio al campo largo: “Uniti o Meloni si prende tutto e va al Colle”
(Adnkronos) - Eā un 'kraken' in versione unitaria, il Matteo Renzi che ha chiuso la Leopolda. Quattordicesima edizione, circa 10mila presenze, tre giorni di ospiti e interventi. Ieri in tarda mattinata quello conclusivo del leader Italia viva. Renzi mette in fila alcuni punti in vista della sfida del prossimo anno alle elezioni politiche. Il primo ĆØ che il centrosinistra ha la palla del calcio di rigore in quella partita. Ma solo se sarĆ unito farĆ gol. "Se il centrosinistra sta unito, la partita ĆØ chiusa. Vinciamo noi. Il calcio di rigore ce lo abbiamo noi". Ā
Altrimenti lo scenario sarebbe quello di una destra che non solo tiene palazzo Chigi ma si prenderĆ pure il Colle. Con Giorgia Meloni presidente. E non un "europeista", come auspica Renzi. "C'ĆØ un bivio. O Meloni vince e poi va al Quirinale e si prende tutto. Oppure va a casa. La partita non riguarda noi, ĆØ secca: o Meloni va al Quirinale o va a casa. Io lavoro perchĆ© vada a casaā. E allora al ākrakenā in versione unitaria non interessa āchi fa il premier o il ministro. Non mi importa In questa fase. E' come quando Salvini in mutande chiese i pieni poteri, ora il rischio che la destra si prenda Chigi e il Quirinale ĆØ un appello all'impegno. Quindi diamoci una smossa. Da giorni stiamo discutendo del niente".Ā
Vedi le āgaranzieā chieste a Giuseppe Conte per accettare Renzi in coalizione. "In politica non esiste la garanzia". E che poi possa essere Elly Schlein la āgaranteā, per il leader Iv ĆØ "ĆØ la persona meno adatta a garantire per me", ricordando che lasciò il Pd in disaccordo sul Jobs Act ai tempi di Renzi segretario. Lāunica garanzia può essere āun programma serio, un contratto alla tedescaā dice Renzi rilanciando la palla nel campo M5S. "Anche io chiedo delle garanzie a Conte. Chiediamo 3 garanzie: mai più Salvini al Viminale, mai più Giorgetti in Consiglio dei ministri e che non staremo mai dalla parte di Donald Trump".Ā
Sul programma che il centrosinistra dovrebbe mettere a punto nelle prossime settimane, per Renzi due punti, in particolare, da portare a quel tavolo per lāarea riformista. Il sostegno allāUcraina e il garantismo. "Nel prossimo governo terremo alta la bandiera del garantismo". E su Kiev osserva: "Noi che stiamo dalla parte degli aggrediti, noi per primi rivendichiamo lo sforzo diplomatico. Non saranno le armi a far terminare la guerra, ma se non mandiamo le armi ĆØ l'Ucraina a terminare, a non esistere più. Ma senza una iniziativa diplomatica non si va da nessuna parte. E a chi utilizza l'Ucraina per mezzo punto i più, ricordo che ci sono persone che muoiono. La politica estera ĆØ una cosa serie, non da tweet, e su questi temi non abbiamo paura di nessuno".Ā
Ma sul capitolo Ucraina, come su altri, il leader IV non ha dubbi si troverĆ una sintesi. E aggiunge: "Le cose che ci uniscono anche con M5S e Avs, e ovviamente con il Pd, sono molte di più di quelle che ci dividono". A restare diviso ancora ĆØ il magmatico campo centrista. Renzi rinnova lāinvito ad unirsi in Casa Riformista: āPorte aperte. La disponibilitĆ ĆØ la più totale, non mettiamo veti su nessuno. Noi non vogliamo annettere nessuno, chi vuole venire in condizioni di paritĆ ĆØ benvenuto ma, come me, non chiedete di essere candidati nel listone del premio di maggioranza, rinunciate al posto sicuro e giocatevela da candidati in lista". Renzi non guarda solo al campo delle opposizioni, però. "Lancio un appello a tutti i centristi e il mio ĆØ un grande appello anche ai riformisti di Forza Italia: lasciate il centrodestra, quella coalizione non ĆØ piu la vostra".Ā
CāĆØ stato parecchio Pd alla Leopolda. Non solo Giorgio Gori ma anche il presidente dem Stefano Bonaccini che ha parlato subito prima della conclusione di Renzi e che ha ringraziato per lo sforzo unitario. "Cosa deve ancora accadere perchĆ©, al di lĆ di qualche differenza, per unirci e mandarli a casa? Per batterli serve l'unitĆ della coalizione e vi ringrazio per lo sforzo che state facendo anche qui". Bonaccini dice che ora ĆØ il momento del programma e rinvia a uno step successivo la discussione sulla primarie. Gli chiedono del capogruppo M5S, Luca Pirondini, che vuole le primarie anche online. āAdesso io mi concentrerei sul programma. Poi tutti insieme stabiliremo le regoleā delle primarie "perchĆ© se decide uno da solo quali siano le regole che devono fare tutti insieme, si chiama solo arroganza".Ā
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