FINALE EMILIA - Nella giornata di venerdì 23 ottobre, il sindaco di Finale Emilia ha partecipato a un sopralluogo e a una serie di incontri con tecnici e collaboratori presso il Municipio che si appresta a diventare cantiere, dopo la firma del contratto di appalto con la ditta esecutrice dei lavori, e il Castello Estense, dove sono in corso una serie di lavori propedeutici alla sua ricostruzione. Ad accompagnare il sindaco anche l’architetto Carla Di Francesco, all’epoca del sisma Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici dell’Emilia Romagna e oggi presidente del FAI Fondo Ambiente Italiano dell’Emilia Romagna, organizzazione che ha raccolto fondi per circa 445 mila euro per la messa in sicurezza e la progettazione del palazzo civico.
Questo il “diario” della giornata, nelle parole del sindaco.
“Ci sono giornate in cui nulla sembra succedere. Nessun nastro da tagliare, nessuna gru in piazza, nessuna transenna nuova. Eppure sono proprio quelle giornate a decidere se un'opera si farà e come. Vi racconto la mattina di oggi, venerdì 23 ottobre, perché chi governa una città deve anche saper far vedere ciò che di solito non si vede.
Tutto comincia in Municipio, di prima mattina. Ad aspettarci c'è Carla Di Francesco, già soprintendente e oggi rappresentante del FAI per l'Emilia-Romagna. Con lei c'è l'architetto Sanja Covic, responsabile dell'area lavori pubblici del Comune e RUP del Municipio. L’architetto Di Francesco cammina nelle sale del palazzo con lo sguardo di chi quei muri li conosce da tempo e di chi ha deciso di sostenerne la rinascita con un contributo importante. Nessuno dimentica il sisma del 2012, e lei meno di tutti. Ci fermiamo davanti alle crepe, ai punti dove il tempo e la terra hanno lasciato il segno. Parliamo di cosa è stato fatto e di cosa resta da fare.
Pochi giorni fa, martedì 20 ottobre, abbiamo firmato il contratto con la ditta appaltatrice. Una firma si fa in pochi minuti, ma dietro ci sono anni di lavoro: progetti, pareri, verifiche, gare, finanziamenti. Ora tutto questo diventa cantiere, e questa mattina serve a preparare quel momento.
Proseguiamo con un sopralluogo al Castello delle Rocche, insieme all'architetto Antonino Libro, dirigente della Regione Emilia-Romagna e RUP delle opere: uno di quei volti che, giorno dopo giorno, tengono insieme tempi, norme, tecnica e responsabilità. Dalle torri si vede il paese. Qui i lavori sono già iniziati: la conservazione delle torri è il primo tassello di un restauro più grande. Controlliamo lo stato di avanzamento, valutiamo cosa è stato fatto, cosa verrà dopo, in quale ordine, e perché.
La mattina si chiude con l'ingegner Nicola Berlucchi, direttore dei lavori per il restauro del palazzo municipale. Il suo studio è tra i più autorevoli in Italia e in Europa nel campo del restauro. Berlucchi è a capo di un team di oltre nove tecnici tra direttori operativi, ispettori di cantiere e coordinatori della sicurezza, che seguiranno tutte le fasi dei lavori del municipio. Ci sediamo intorno a un tavolo con carte, planimetrie e calendari. Non è una scena da cartolina, ma è lì che si decide come si entra in un cantiere così delicato, chi fa cosa, in che sequenza, con quali cautele.
Tutto questo, questa mattina, non si è visto. Nessuno ha notato una gru in più o un muro in meno. Ma senza riunioni come questa, senza persone che si parlano, si ascoltano e si prendono la responsabilità di scegliere, nessun cantiere partirebbe mai.
Voglio ringraziare chi ha donato, chi progetta, chi dirige, chi firma e chi controlla. E voglio ricordare a tutti noi che il lavoro più importante è spesso quello che non si vede.
Il municipio tornerà a vivere. E con lui, ancora una volta, tornerà a vivere Finale Emilia”.