Sgombero ‘Costellazioni’ a Modena, Forza Italia: “Appalto aggiudicato ad agosto, ora 114 persone spostate d’urgenza. Chi non ha controllato?”
MODENA - «Il 20 agosto scorso il Comune di Modena ha aggiudicato a Hyma un nuovo appalto biennale da oltre 1,6 milioni di euro per l'accoglienza abitativa, con una tariffa di 33,33 euro al giorno per camera, circa mille euro al mese, oltre ai pasti. Appena due mesi dopo, 114 persone vengono trasferite dalle Costellazioni per consentire interventi di adeguamento igienico-sanitario e antincendio. Una contraddizione che l'Amministrazione deve spiegare».
Lo dichiarano Antonio Platis, responsabile regionale Organizzazione di Forza Italia, Enrico Fontana, commissario provinciale, e Giovanni Botti, segretario cittadino di Modena.
«Il capitolato della gara 2026 era chiarissimo: l'articolo 8 imponeva il rispetto dei requisiti urbanistici, edilizi, antincendio, sismici e igienico-sanitari, oltre agli obblighi di manutenzione. L'articolo 14 disciplinava i controlli sull'esecuzione e l'articolo 21 prevedeva penali fino a 2.000 euro per irregolarità, comprese quelle igienico-sanitarie. Il disciplinare, al paragrafo 9, lettera d), obbligava inoltre i concorrenti a indicare le strutture offerte e ad allegare le relative autorizzazioni o licenze.
Il Comune non poteva esimersi dal verificare la documentazione e l'idoneità degli immobili. Non doveva essere Forza Italia a denunciare le criticità a inizio ottobre: spettava all'Amministrazione vigilare, tanto più dopo una gara appena conclusa. Il trasferimento accelerato di 114 persone dimostra che la situazione richiedeva interventi concreti e urgenti. Quando il Comune ne era venuto a conoscenza? Quali verifiche aveva effettuato prima dell'aggiudicazione? Possibile che non abbia mai scritto alla proprietà chiedendo la messa a norma?».
«La fretta con cui si sta procedendo è evidente. Persino la consigliera di sinistra Grazia Baracchi ha presentato un'interrogazione urgente per chiedere quali garanzie siano state assicurate ai minori coinvolti nel trasferimento, soprattutto rispetto alla continuità scolastica e alla tempestività delle comunicazioni. Non si possono trattare famiglie fragili e bambini come ‘sacchi di patate’ da spostare da un giorno all'altro. Quale urgenza ha imposto questa accelerazione e come sono stati tutelati i minori?
Anche i numeri delle camere non tornano.
"Maletti sostiene che le 56 stanze comunali siano negli ultimi tre piani. Eppure, dalle planimetrie catastali in nostro possesso risultano 14 camere al dodicesimo, 12 al tredicesimo e 12 al quattordicesimo: 38 complessive, ben 18 in meno rispetto a quelle dichiarate - attacca Forza Italia -. Considerando che ogni piano avrebbe una superficie complessiva nell'ordine dei 700 metri quadrati, comprensiva di corridoi, bagni e spazi comuni, chiediamo di verificare le superfici utili delle camere e il rispetto dei requisiti di abitabilità. Era adeguata la sistemazione di una madre con tre bambini in una cameretta, come denunciato pubblicamente a settembre?
Quella stessa donna, collocata dai Servizi sociali, dichiarava di abitare all'undicesimo piano, mentre Maletti sostiene che il Comune gestisca soltanto gli ultimi tre. Peraltro, l'undicesimo piano figura anche nel contratto della Prefettura con L'Angolo per l'accoglienza CAS. Come si spiegano queste incongruenze?».
«La vicesindaca risponde ‘mele per pere’, evitando il merito delle nostre contestazioni, che sono puntuali e documentate. Chiediamo planimetrie aggiornate, autorizzazioni antincendio, documentazione sull'agibilità, verbali dei controlli, eventuali penali applicate al gestore e, soprattutto, se il contratto con Hyma sia ancora in vigore o sia stato sospeso, modificato o risolto.
Il trasferimento degli ospiti è soltanto il primo passo. Va riqualificata l'intera zona e devono essere chiarite eventuali responsabilità. Il Comune risponda pubblicamente con gli atti, tuteli realmente le persone fragili ospitate all'intero quartiere e assuma i dovuti provvedimenti, amministrativi e politici.
Intanto, anche la Prefettura sta procedendo al trasferimento di ulteriori 34 richiedenti asilo. Una circostanza che rende ancora più urgente chiarire le condizioni complessive dello stabile.
Tutto ciò in un contesto che verosimilmente senza tutelare adeguatamente persone fragili ha arrecato gravi disagi ai residenti del quartiere.
La domanda finale è semplice: se si fosse verificato un grave incidente in un palazzo arrivato a ospitare quasi 500 persone, chi ne avrebbe risposto? E soprattutto, chi aveva il dovere di prevenire una possibile tragedia?».
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