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Consulta di Massa, Anconelli: “Vedo assenza e disinteresse del sindaco per la frazione di Massa Finalese”

FINALE EMILIA – Lo ha definito un post a titolo personale “lungo, tendenzialmente sovversivo, ma soprattutto politicizzato”. Barbara Anconelli ha rilasciato dalla sua pagina Facebook uno sfogo amaro, raccogliendo solidarietà e commenti di incoraggiamento. Lo riportiamo in forma integrale:

Politicizzare = “Sensibilizzare sul piano politico inducendo alla partecipazione attiva, attribuire un’impronta o finalità politica a un’attività.”
Da Regolamento Comunale, l’Amministrazione è tenuta, entro 6 mesi dal suo insediamento (giugno 2016), a tenere le elezioni per la nomina delle Consulte di Frazioni. Questo avviene solo a novembre 2017 (17 mesi dopo l’insediamento), anche perché l’Amministrazione si è presa il tempo necessario a fare alcune modifiche al regolamento che era molto vecchio.
Con modalità discutibili (poca pubblicità), vengono indette le elezioni e su 6 Consulte (I Canaletto – Polo Industriale / II Casoni – Selvabella – Cabianca / III Massa Finalese / IV Reno Finalese – Crocetta / V Serraglio – Obici – Apostolica – Quattrina / VI Casumaro), solo 2 vanno a buon fine (Massa e Casoni), e questo già ci dovrebbe dire qualcosa (aggiungo che anche i cittadini dovrebbero farsi un’analisi di coscienza sul concetto di partecipazione).
La Consulta di Massa si insedia e, utilizzando i potenti mezzi moderni di comunicazione (email, facebook), inizia ad interagire con i cittadini e l’Amministrazione Comunale. Vengono promossi incontri pubblici coi cittadini, per favorire la partecipazione e raccogliere istanze, suggerimenti, lamentele, domande, per risolvere i problemi della frazione insomma.
E qui faccio la prima precisazione, rivolta al sindaco.
Sì, Palazzi, la Consulta, che ti piaccia o no, è un raccoglitore di problemi. È uno strumento collettivo che i cittadini hanno per segnalare problematiche comuni, che toccano tanti e non i singoli a cui rispondi su Messenger, e che vorrebbero vedere risolte. La Consulta non ha fatto solo quello, ha anche portato suggerimenti, offerto la disponibilità a inviare lettere alla Regione, ad es., per sollecitare la soluzione delle problematiche di viabilità in centro. Ha sottolineato che le riunioni pubbliche e la pubblicazione delle risposte potevano essere un modo per far sentire la presenza del Comune nella Frazione. Ha teso la mano.
Il sindaco invece cosa fa? Si sente attaccato perché gli vengono inviate delle liste di problemi, com’è nello scopo della Consulta, dice che non è tenuto a rispondere, e si sente attaccato politicamente (da qui la sua accusa di “politicizzazione” della Consulta) affermando che si opera per fare solo opposizione dato che in fondo, a Massa siamo un manipolo di nostalgici della sinistra.
Dopo mesi di difficoltà nelle relazioni, segnalate a più riprese, la Consulta si dimette, motivando il tutto nella lettera già pubblicata e che non sto personalmente a ridiscutere.
Da qui, il mio ragionamento personale sul concetto di politicizzazione.
Se faccio parte di un organo ufficiale dell’Amministrazione (la Consulta) e mi interfaccio con la stessa Amministrazione, faccio politica. Se cerco di ottenere soluzioni e azioni amministrative dal mio Comune, faccio politica. Se faccio cose per la cittadinanza faccio politica. Faccio attivismo civico e politico.
Se mi accusi di essere “politicizzata”, lasci intendere che lo faccio per un tornaconto personale o ideologico che favorisce appunto o la mia persona o il partito politico che sostengo. Invece, caro Palazzi, il mio unico scopo in tutte le attività civiche e di volontariato degli ultimi 10 anni è stato quello di fare per la mia comunità, che ho sempre profondamente vissuto e nella quale mi sono immersa. Vedo invece chiaramente l’assenza e il disinteresse di questo sindaco per la frazione di Massa Finalese.
Ma alla fine di tutto, cos’è che conta davvero, al di là di questi fiumi di parole, interventi, post su facebook? Contano i fatti e le questioni che tutt’ora rimangono irrisolte. È questo il punto centrale di tutto, la cosa più importante e grave, perché Massa rimane una frazione con problemi di viabilità, sicurezza stradale, una chiesa diroccata dal 2012, dei giardini pubblici in condizioni precarie e senza un custode, una situazione di luoghi e persone legate al volontariato disastrata e una assenza totale di progettualità collettiva (e non solo per chi tiene la sua parte) per il presente e per il futuro e un enorme senso di abbandono istituzionale.
Questo è quello che conta per me e su cui l’Amministrazione dovrebbe politicamente concentrarsi.
Nel CC del 29 luglio scorso, il sindaco di Finale Emilia Palazzi ha commentato le dimissioni in blocco della Consulta di Frazione di Massa Finalese con alcune affermazioni.
Intanto, ha detto la Consulta di Massa è stata eletta solo su una base di 200 voti su 5mila cittadini, quindi implicitamente (ma mica tanto) ne delegittima la rappresentatività. Sbagliato. Se un organismo viene eletto, è eletto e come figura amministrativa lo devi rispettare. È bassa politica delegittimare in questo modo.
Inoltre ha affermato che anche un ex-membro della consulta si era dimesso affermando che la causa era l’estrema politicizzazione della Consulta, che deve essere invece un solo “raccoglitore di esigenze della Comunità”. Quale migliore onda da cavalcare, no? Noi le esigenze le abbiamo raccolte, mi spiace che vengano viste solo come scocciature e lamentele. Dovevamo essere più lodevoli, come ci chiedeva l’ex-membro dimissionario? Perché?
“Le nuove modalità di comunicazione non sono più quelle di trent’anni fa” dice il sindaco. Trent’anni fa NON si usavano le mail, NON si usava inviare in copia a tutti una mail riepilogativa, un report per punti, a sunto delle istanze raccolte, con proposte risolutive a volte. Ah oggi, è vero, non si fa più così… Oggi si fa politica (!) su Messenger, su facebook, al telefono. Scusate, sono una boomer.
Lui dice di rispondere ad ogni segnalazione personale ricevuta (sempre che tu non sia fra i bloccati), ma non vuole rispondere personalmente alla Consulta. Non vuole ricevere documenti con problematiche che sono già all’attenzione dell’Amministrazione e che sono “in fase di risoluzione”. Andatevi a rileggere i punti dei report della consulta e ditemi cosa è ancora irrisolto, se vi va.
A lei sindaco non dispiace affatto che un organo amministrativo venga meno, a lei dispiace di essere contraddetto. A lei dispiace che venga messa in evidenza la vostra incapacità di comunicare, creare un percorso democratico e partecipativo per risolvere le cose.
Cercansi cittadini motivati e volenterosi. Fatevi avanti, voi. Io mi sono stancata.

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