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Pulmino saltato, la scuola chiude prima e le file per entrare. Genitori di San Felice in crisi di nervi

SAN FELICE – Genitori delle scuole di ordine e grado in crisi di nervi a San Felice. Il nuovo anno scolastico è partito male, nonostante in tanti si siano dati da fare per accogliere i bambini al meglio, con tanti disagi che potevano essere evitati con una solerte programmazione su modello degli altri Comuni e che invece cascano tutti adesso sulle spalle delle famiglie.

Alla scuola materna si è concretizzata la brutta sorpresa della notizia arrivata a dieci giorni dall’apertura dalla scuola e a iscrizioni già fatte, che aveva fatto inalberare in tanti. La scuola chiude prima, alle 16, non c’è più il servizio post scuola che garantiva il Comune fino alle 17.30. Con buona pace di chi esce dall’ufficio a quell’ora.
Il Comune ha anche tagliato il servizio pre scuola, che permettava di portare i piccoli in classe prima delle 8 ed essere quindi puntuali al lavoro. E ha come conseguenza il fatto che i bimbi entrano tutti in una volta. Il primo giorno di scuola si è visto che ci sono state attese anche fino a 20 minuti.

Si tratta di una sospensione – è stato spiegato nella riunione coi genitori delll’altro giorno – che non ha una data di riapertura e che sarebbe giustificata dal fatto che il Comune non ha soldi perchè le norme Covid impongono spese maggiori. Nessuno, in Comune a San Felice, è andato a chiedere come fanno ad esempio a Mirandola, Concordia, Medolla e San Prospero dove il servizio pre oppure post si fa, addirittura fino alle ore 18.30, dandolo in appalto con un bando all’esterno. Bando fatto a suo tempo, settimane fa, coi Comuni che hanno licenziato un capitolo di spesa apposito.

Alla scuola elementare il problema che ora è grande come una casa si è posto già  a giugno, ma nessuno ha dato risposta, In questo caso tutto è nato dall’Unione Comuni Area Nord, che a fine giugno ha dismesso la convenzione con il centro don Bosco che si occupava del dopo scuola per gli alunni della primaria. Le polemiche sono state tante e il don Bosco ha ricordato che  quando  la convenzione stava per scadere, l’autunno scorso il Comune di San Felico si era fatta garante di portare avanti l’iter con Ucman. Poi al don Bosco non ne hanno saputo più nulla.
Nel silenzio la scuola è partita lunedì e i bambini non sanno come raggiungere il post al Don Bosco o se si farà il servizio post nelle aule della loro scuola.
Proteste anche per il servizio scuolabus. Ci hanno scritto un paio di genitori infuriati perchè nessuno aveva comunicato loro  che  – chissà perchè – il servizio per i bimbi della primaria sarebbe partito martedì 15 e non lunedì 14.  Così lunedì mattina alle 7.10 bimbi e mamme erano fuori casa ad aspettare uno scuolabus che non è mai passato.

Infine l’asilo nido, quello degli scriccioli da zero a tre anni. In Emilia-Romagna la Regione ha stabilito che potevano apire sin dal primo settembre, come è sempre stato in passato. A San Felice ha aperto il 14 settembre. Motivo? Si dovevano fare piccoli lavori di adeguamento della sede per le nuove normative anti Covid, lavori che consistono nella sostituzione delle porte-finestra nelle aule. Niente di che, la cosa poteva essere fatta ad agosto quando l’asilo era chiuso. Invece no, i lavori si sono conclusi all’ultimo momento e l’asilo è partito tardi, buon ultimo in tutta la Bassa e con disagi alle famiglie che per due settimane si sono dovute pagare la babysitter.
Non si sa ancora, peraltro, se a settembre si dovrà pagare la retta piena o se sarà dimezzata.

E che dire del traffico? Lunedì nella zona delle nuove scuole dove c’è la primaria e l’asilo nido alle 8 quando entrano tutti c’è stata molta confusione: troppa in tempi in cui bisogna stare molto attenti a evitare assembramenti.

Stress su stress per i genitori sanfelicani. Chi ha un figlio all’asilo, ha speso più soldi in babysitter delle famiglie dei Comuni vicini dove l’asilo è iniziato prima, chi ha un figlio alla materna deve prendere un permesso per andarlo a prendere prima (o si licenzia) e chi ha un figlio alla primaria non può contare più sul fatto che possa rimanerci anche dopo l’orario statale.

Miracoli cercansi  – o almeno, il dono dell’ubiquità – per chi ha due o più figli: alla materna e alla primaria adesso escono entrambi alle 16.

 

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