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05 Novembre 2026
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Alluvione Nonantola, in visita Bonaccini e il ministro Boccia promettono: “Più prevenzione e nuovi fondi per i ristori”

di Simone Guandalini NONANTOLA - A poco più di tre settimane dall'alluvione del 6 dicembre, causata dalla rotta dell'argine del Panaro a Gaggio, che ha colpito, in particolar modo, la città di Nonantola, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e il capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli mercoledì 30 dicembre hanno compiuto un sopralluogo sui luoghi simbolo dell'alluvione. In particolare, sul punto in cui l'argine del Panaro ha rotto a Gaggio e alle casse di espansione dello stesso fiume, al centro del piano previsto da Governo e Regione per quanto riguarda il contrasto al dissesto idro-geologico. A margine del sopralluogo, i tre, insieme alla sindaca di Nonantola Federica Nannetti, hanno tenuto una riunione presso le scuole Nascimbeni di Nonantola per mettere a punto le prossime mosse, in materia di ristori per le famiglie e le aziende danneggiate dall'alluvione e di interventi da mettere in atto al più presto. "La comunità di Nonantola ha reagito in maniera straordinaria" ha ricordato il presidente Bonaccini. "Da parte del Governo, è stato riconosciuto immediatamente lo stato di emergenza, ma adesso c'è bisogno di intervenire con stanziamento di ulteriori fondi e ristori. Sono sicuro che si provvederà in fretta, finora la tempistica è stata rapida. Come regione, cercheremo di stare vicino all'amministrazione di Nonantola. Come sempre, più che le parole contano i fatti, ma non è banale che il ministro Boccia e il capo della Protezione Civile Borrelli siano qui oggi". Anche in risposta alle questioni sollevate dal Comitato per la salvaguardia della salute pubblica a Nonantola riguardanti la necessità di maggiore prevenzione e programmazione, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha, invece, chiarito che molti dei fondi che l'Italia riceverà tramite il Recovery Fund saranno investiti proprio nell'ambito della prevenzione dei danni causati da eventi naturali quali l'alluvione: "Ogni anno, mediamente, l'Italia spende 4 miliardi per far fronte alle emergenze di questo tipo. Non possiamo più permettercelo. Per questo, nella gestione del Recovery Fund, le misure che interverranno per la messa in sicurezza del territorio avranno la priorità assoluta. Questa mattina, tramite il sopralluogo effettuato, ho avuto la visione plastica della priorità che devono avere questi investimenti. Mi rendo conto che l'alluvione è stato un ulteriore evento drammatico da affrontare per chi ne è stato colpito, in aggiunta alla pandemia che ha contraddistinto questo 2020. Il mio messaggio alla comunità è che non ci fermeremo qui, ma faremo tutto quello di cui c'è bisogno. Lo Stato ha il dovere di essere al fianco delle comunità colpite. Siamo al lavoro senza sosta; sicuramente le risorse per lo stato di emergenza saranno rimpinguate e saranno sospesi i mutui". Il capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli ha voluto, invece, sottolineare il lavoro svolto dai volontari nei giorni dell'alluvione: "Voglio ringraziare per prima cosa tutti i cittadini e i volontari della Protezione Civile per l'impegno nei giorni più duri. La Regione ha riparato in tempi record la rotta dell'argine del Panaro e ora siamo pronti a lavorare insieme al presidente Bonaccini per far arrivare al più presto i primi ristori per privati e attività produttive".  

IL COMUNICATO STAMPA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Il ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia, e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, hanno visitato le aree del modenese colpite dall’esondazione del Panaro del 6 dicembre scorso. Ad accompagnarli il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il sottosegretario alla Presidenza, Davide Baruffi, l’assessora alla Protezione Civile, Irene Priolo, e i sindaci dei Comuni di Modena, San Cesario, Castelfranco Emilia, Campogalliano e Nonantola. Prima la visita alla cassa di espansione del Panaro a Sant’Anna di San Cesario, quindi un doppio sopralluogo nei luoghi più colpiti dal maltempo: a Fossalta e a Castelfranco Emilia, dove si verificò la rotta dell’argine del fiume, riparata a tempo di record. Infine, il punto con gli amministratori locali alle scuole Nascimbeni di Nonantola, la località più colpita. Durante l’incontro il capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, ha annunciato la firma di un’ordinanza che garantirà l’attivazione di primi interventi a favore delle comunità colpite. Riguarderà la sospensione dei mutui e l’avvio del percorso per il riconoscimento dei primi risarcimenti per le centinaia di famiglie e aziende danneggiate dall’alluvione con un tetto di 5mila euro per i privati e 20mila per le imprese, sulla base della ricognizione già avviata dal Comune. L’ordinanza, che individua anche il presidente Stefano Bonaccini come commissario per l’emergenza, fa seguito al riconoscimento dello stato d’emergenza nazionale deciso dal Governo lo scorso 24 dicembre, che ha permesso un primo stanziamento di 17,6 milioni di euro. Insieme al ministro Boccia, è stato deciso di valutare la possibilità di un emendamento che riguardi le zone colpite sul modello di quanto già fatto per l’alluvione del 2014. Inoltre, la Regione ha già annunciato uno stanziamento straordinario di 2 milioni di euro sotto forma di ristori per le attività commerciali, già duramente colpite dalle misure di restrizione dovute alla pandemia. A questi andranno ad aggiungersi le risorse finanziate dalle Camere di Commercio e l’ulteriore quota prevista all’interno dei ristori definiti dal Governo sempre per l’emergenza Covid. L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sulle opere di messa in sicurezza dell’intero nodo idraulico di Modena. Un piano da circa 115 milioni di euro, che l’Emilia-Romagna ha intenzione di inserire all’interno del pacchetto di progetti che potranno essere finanziati con il Recovery Fund. Circa 170 milioni di risorse già programmate e in parte realizzate per l’ampliamento delle casse di espansione e di altri interventi di arginatura e miglioramento delle strutture nell’area del Panaro, del Torrente Tiepido e del Canale Naviglio. “Con la nostra presenza rispettiamo l’impegno che avevamo assunto già nelle ore successive all'alluvione- ha sottolineato il ministro Boccia-. Lo stato d'emergenza è solo un punto di partenza di un percorso che non può limitarsi a gestire le urgenze: lo dobbiamo a queste comunità, provate dalle drammatiche conseguenze dell’alluvione dopo un anno già così duro. Oggi porto la vicinanza dello Stato e un messaggio che non ci fermeremo, ma faremo tutto ciò che è necessario fare. Questa mattina ho avuto la visione plastica di uno di quegli investimenti che non può non essere oggetto di un impegno assoluto anche attraverso il Recovery Fund: o facciamo interventi che mettono in sicurezza comunità come queste oppure non facciamo fino in fondo il nostro dovere”. “Ringrazio il ministro Boccia e il capo di Protezione civile Borrelli per essere qui: non è banale che il giorno prima dell’ultimo dell'anno vengano di persona a verificare quanto accaduto e a prendere impegni: ci teniamo molto, è molto importante per tutte le comunità colpite e per l’Emilia-Romagna tutta”, ha aggiunto il presidente Bonaccini. “Questa terra ha reagito in maniera straordinaria. Lo stato d’emergenza- ha proseguito il presidente- mette a disposizione già una quantità rilevante di risorse, ora procederemo per aggiungere tutto ciò che serve al ripristino dei danni pubblici, così come nelle prossime settimane attendiamo risposte chiare dalla Commissione chiamata a chiarire le cause dell’esondazione. Abbiamo inserito il progetto per risolvere il nodo idraulico Modena, perché crediamo possa essere una soluzione definitiva, che rientra nello spirito di interventi ambientali e sostenibili promosso dal Recovery Fund”.

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