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Alluvione Panaro, Priolo: “Piena eccezionale”. Opposizioni critiche: “Mancate manutenzioni, subito i risarcimenti”

L’esondazione del fiume Panaro nonché i danni e i disagi causati nel modenese il 6 dicembre scorso sono stati al centro dei lavori di Aula. Due interrogazioni, a firma di Michele Barcaiuolo di Fratelli d’Italia e Stefano Bargi della Lega, e il dibattito seguito all’informativa dell’assessore all’ambiente, Irene Priolo, hanno animato l’Assemblea per tutta la giornata.

“L’esondazione del Panaro ha portato danni enormi: più di 3mila utenze elettriche sospese e 400 sfollati, – ha esordito Barcaiuolo nella prima interrogazione,- ma il tema riguarda la tenuta del sistema idrico nel modenese. Dopo l’alluvione nel 2014, erano già stati stanziati 210 milioni di euro, è evidente che è mancata la manutenzione”.

Dello stesso parere anche Stefano Bargi che ha sottolineato come “queste piene non siano poi così straordinarie, è importante però una manutenzione costante affinché non possano più nuocere”. Il consigliere ha chiesto quindi “un piano strutturale ben consolidato” e l’accertamento di “cause e responsabilità”.

L’assessore all’ambiente, Irene Priolo, ha chiarito in primis che l’esondazione è stata causata dalla rottura di un argine e, “su questo crollo non erano stati fatti investimenti specifici” dopo l’alluvione del 2014. Dei 210 milioni di euro stanziati, infatti, 170 milioni erano stati investiti per interventi tra Secchia-Panaro e Naviglio. “Fra questi – ha chiarito Priolo – 116 milioni fanno riferimento ad Aipo: 66 milioni sono già stati spesi, 14 sono interventi in corso, 36 milioni sono per opere di cui si sta completando l’iter burocratico”. Nell’informativa l’assessore ha poi chiarito nei dettagli date ed eventi. Le precipitazioni del 4 dicembre scorso nell’appennino modenese unite alle nevicate e all’innalzamento della temperatura nei giorni successivi hanno provocato un aumento del volume dell’Enza e del Reno, e, “con livelli mai raggiunti prima”, del Secchia e del Panaro. L’assessore ha poi sottolineato come, durante la seconda ondata di piogge nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, sia stato fondamentale l’intervento di Aipo che con l’ufficio dighe ha limitato i danni dell’espansione del Panaro. Anche la Protezione civile è intervenuta in supporto ad Aipo insieme a 400 volontari che hanno aiutato la popolazione colpita. “Sono state allestite strutture e sono stati utilizzati alberghi per 100 sfollati nonché garantiti presidi per chi è rimasto nei piani alti delle proprie case” ha aggiunto Priolo.
I danni riguardano soprattutto il modenese: 1.846 sono stati gli edifici coinvolti da allagamenti, la maggior parte dei quali a Nonantola, 225 a Modena, 59 a Castelfranco e 20 a Campogalliano. Ma l’assessore ha segnalato anche criticità su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, con frane, dissesti lungo la rete viaria e allagamenti. “Il cambiamento climatico sta presentando il conto. Questa è una sfida che dobbiamo vincere con lo Stato al nostro fianco. Spero che il governo – ha precisato Priolo, – mantenga l’impegno di darci i 115 milioni di euro del Recovery Fund per opere pubbliche, attività produttive e privati colpiti da questo fenomeno. La Regione ha già stanziato 2 milioni di euro per il riavvio delle attività economiche, già messe a dura prova dal Covid”. E, per quanto riguarda le cause della rottura dell’argine, l’assessore ha annunciato che “è stata istituita una commissione tecnica speciale con un componente Ispra, dell’università e dei vigili del fuoco per accertare fatti e responsabilità tecniche. Ma si tratta di un “evento eccezionale” e gli interventi fatti dopo l’alluvione del 2014 “non riguardavano il tratto in questione” ha chiarito.

“Sono stanca di sentire parlare di eventi straordinari, non può essere una giustificazione a certe mancanze – ha affermato in apertura di dibattito Silvia Piccinini (Movimento 5 stelle) – che ha sottolineato come “una criticità sia stata il mancato collaudo delle casse di espansione. La responsabilità è di chi deve prevenire. Davanti ai ristori non sono contenta, se si poteva prevenire il danno”. La consigliera ha anche ricordato come l’Emilia-Romagna abbia un serio problema di consumo di suolo.

E secondo Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) “questa Regione non è così a sostegno dell’ambiente come annuncia visto che ad ogni pioggia siamo qua a fare i conti con i danni. Gli alberi sono i migliori nemici di frane e cedimenti strutturali: la Giunta è ostaggio di un piccolo partito che in nome dell’ambiente fa la guerra a cacciatori e allevatori”.  Il consigliere ha chiesto quindi “ristori subito e in fretta” e attenzione per tutto il territorio regionale.

Simone Pelloni (Lega) ha invece richiesto un’audizione di Aipo e della Protezione civile in commissione per approfondire l’accaduto. “Ci sono errori che si ripetono ogni anno e in diverse località della regione. Il tema non è più straordinario ma ordinario. Le università ci dicono che l’evento era prevedibile. Basta rimpalli di competenze”.

Il problema potrebbe essere causato anche da nutrie e istrici, ha aggiunto Fabio Rainieri (Lega). “Si tratta di animali che mettono a repentaglio la buona tenuta degli argini. Serve un’opera di manutenzione estesa in tutto il territorio e una forte attenzione anche sulla provincia di Parma”.

Valentina Castaldini (Forza Italia) ha invece fatto riferimento alla “cassa di espansione a monte della diga, costata denaro pubblico ma rimasta asciutta”. Ora è necessario però, secondo Castaldini, “offrire sostegno immediato a queste famiglie e indennizzi per gli operatori” perché si tratta di un “dramma che si somma alla pandemia”. Da qui la richiesta che i soldi dallo Stato arrivino e velocemente.

“Servono contributi aggiuntivi oltre quelli che arriveranno dallo stato di emergenza – ha precisato Luca Sabattini (Partito democratico) – ai cittadini, alle attività commerciali e soprattutto alle aziende agricole, perché quello è un territorio agricolo”. Il consigliere ha però riconosciuto il grande lavoro fatto anche dalla Protezione civile che “ha dato ancora prova di organizzazione e umanità” e “l’impegno delle istituzioni e del gestore dell’elettricità”.

“Quando crolla un argine bisogna porsi anche il tema della progettazione – ha detto Emiliano Occhi (Lega) che ha sottolineato come ci sia da affrontare anche “un problema tecnico” e ha chiesto più vicinanza al territorio da parte dei servizi preposti.

Critico anche Marco Lisei (Fratelli d’Italia) secondo il quale “tutte le politiche adottate sono state fallimentari” visto che “quello che prima era straordinario ora è diventato ordinario. Le manutenzioni vanno fatte in modo continuativo e non si può risolvere il problema solo con casse di espansione che costano troppo e che poi non funzionano”.

Silvia Zamboni (Europa Verde) ha lodato l’intervento della Protezione civile ma ha anche ammesso che “questo fatto si aggiunge a una lunga lista di alluvioni in tutte le zone della regione con frequenza quasi annua”. La consigliera ha segnalato una “carenza di monitoraggio e di interventi di prevenzione” ma anche una disorganizzazione del lavoro nella suddivisione delle competenze. “I cambiamenti climatici in atto richiedono una maggiore cura del territorio, uno stop alla cementificazione e una riorganizzazione sistematica delle competenze”.

Silvia Piccinini (Movimento 5 stelle), in un secondo intervento, ha puntato il dito sulla revisione straordinaria della legge di riferimento, a suo dire “peggiorativa”, con un approccio che potenzia una visione di bacino ad una visione provinciale, “utile solo a creare nuove posizioni dirigenziali”.

“Il territorio modenese è storicamente soggetto al rischio ambientale anche a causa dell’aumento di insediamenti urbani – ha ammesso Giulia Pigoni (lista Bonaccini) – aggiungendo che non si può sperare nella clemenza delle piogge ma intervenire per tempo. “Diamo il via ai lavori per l’argine ma è necessario spostare il focus sul futuro”.

“Cura del territorio, contrasto al dissesto idrogeologico e difesa del suolo – ha specificato Igor Taruffi (ER Coraggiosa)– devono diventare le priorità del nostro paese. Sono posti di lavoro, investimenti, un modo sano per proteggere la nostra economia. Su questi temi la Regione deve investire le sue risorse”.

In chiusura l’assessore Irene Priolo ha specificato che i 115 milioni di euro del Recovery fund che verranno richiesti serviranno per alcuni interventi specifici che potranno essere finanziati in base a regole europee. “La conta dei danni è già in corso – ha ricordato – stiamo facendo una ricognizione puntuale per risarcire cittadini (5mila euro) e imprese (20mila euro), oltre ai 2 milioni che la Regione ha subito stanziato”.

Anche il presidente Stefano Bonaccini ha sottolineato come la Regione si sia attivata subito per “risarcimenti e ristori alle attività produttive” e ai cittadini. “La nostra regione è tra le più esposte per la conformazione del territorio, sappiamo che dobbiamo fare di più, soprattutto sulla manutenzione. Stiamo chiedendo a tutti, associazioni e imprese ma non solo, una svolta in direzione della sostenibilità”.

In discussione poi due risoluzioni. Approvata quella della maggioranza (a firma Marcella Zappaterra del Pd e Giulia Pigoni della lista Bonaccini), in cui si chiede all’esecutivo regionale di continuare il confronto con il governo nazionale e con il Parlamento sulla richiesta di stato di emergenza, sui tempi per i risarcimenti dei danni subiti, sulla sospensione delle scadenze fiscali e contributive nei territori colpiti, sugli aiuti alle imprese in particolare agricole, che hanno avuto danni, sul ricorso al fondo di solidarietà europeo e sulle azioni di prevenzione a tutela del territorio. Il documento è stato emendato da Forza ItaliaValentina Castaldini, riguardo ai finanziamenti immediati per fare ripartire l’economia e la vita delle comunità, di prevedere un anticipo di cassa con fondi regionali. Approvata anche la seconda risoluzione targata Cinquestelle: Silvia Piccinini sollecita collaborazioni con gli istituti universitari della regione per contrastare questo tipo di problematiche (“esistono modelli scientifici già applicati”).

Stefano Bargi (Lega) ha spiegato che più volte il suo partito aveva sollevato il problema: “questi sono ormai fenomeni frequenti – ha rimarcato – che non possiamo definire straordinari”. Nella risoluzione della maggioranza, ha poi sottolineato il consigliere, “sono, in sostanza, elencati gli impegni già presi dal governo”.

“Non condividiamo quanto detto sul lavoro fatto in passato” così Michele Barcaiuolo (Fdi) commentando l’intervento del presidente Bonaccini. “Nel prossimo bilancio che approveremo a breve – ha poi rimarcato – si dovrà tenere conto di quanto accaduto”.

Per Taruffi, intervenuto nuovamente, le parole di Bonaccini sul tema della difesa del suolo (così come sulle politiche ambientali) “sono invece state chiare”.

Marcella Zappaterra (Pd) ha ribadito che “gli eventi climatici stanno mettendo duramente alla prova il territorio della nostra regione, i recenti fenomeni di piena hanno riguardato 21 corsi d’acqua, bisogna quindi adeguare gli interventi a queste condizioni che sono ormai diventate ordinarie”.

Giulia Pigoni, infine, intervenuta nuovamente sulle risoluzioni, ha ribadito che è fondamentale tutelare famiglie e aziende.

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