Quell’agghiacciante storia di soldi, ‘ndrangheta e acido per sfregiare che si dipana tra Bomporto e Soliera
E' un agghiacciante storia di soldi, 'ndrangheta e acido per sfregiare quella che che si dipana tra Bomporto e Soliera stando a leggere la ricostruzione dei Carabinieri con l'indagine Perseverance.
Il movente, secondo l'accusa, è appropriarsi dell'eredità di quattro ricchi e anziani fratelli di Bomporto, ormai novantenni. Ci avevano messo gli occhi addosso una impiegata di banca, Genoveffa Colucciello, 51enne conosciuta come Susy, col marito Alberto Alboresi, 47 anni, che vivono a Soliera. Lei, consulente finanziaria che aveva lavorato in diverse banche della Bassa (estranee alla vicenda) aiutava nella gestione del denaro dei quattro fratelli, e secondo le indagini si sarebbe appropriata di diverse somme, tra cui, in un'unica tranche, 50 mila euro.
A un certo punto ha visto come intralcio al piano criminale la presenza di una nipote dei quattro, che si occupava dei parenti. Si tratta di una 60enne di Bomporto che frequentava gli anziani, aiutandoli nelle faccende domestiche. Non sospettava nulla, quello che si stava preparando per lei lo ha scoperto leggendo i giornali.
Per farla fuori, i due avrebbero affidato incarichi illeciti alla consorteria di ‘ndrangheta emiliana tramite Giuseppe Muto.
Ecco cosa dice in una intercettazione dei Carabinieri ripresa da Reggionline durante un incontro di Muto con la coppia di Soliera.
«Chi ci va – grida Muto battendo un pugno sul tavolo – le deve fare male. Anche con la macchina, o con l’acqua (acido) o con la sigaretta elettronica, o con lo sguardo. Gli devi fare del male. La devi tritare, da qui in giù la devi tritare. Se tu fai l’acido, se tu fai l’acido per noi è un’alternativa a tritargli le gambe». Il piano prevede eventualmente l’investimento della donna. «Se io ti piglio e ti massacro di botte.. però cosa importante... ci vuole una mazza da baseball. Sennò bisognerebbe investirla. Però il problema è che ci vuole una macchina rubata».In una registrazione del novembre 2019, tra quelli che sarebbero stati, secondo gli inquirenti, gli esecutori materiali del delitto, Giuseppe Friyo, Domenico Cordua (ritenuti affiliati alla ‘ndrangheta operativa in Emilia) e un terzo uomo si sente progettare l'azione, come riporta Repubblica:
"Ragazzi c'è da fare una lavorettino, se vi interessa eh (...) c'è da picchiare una donna...", dice Cordua. Risposta: "E che dobbiamo fare? Dobbiamo darle dei pugni?". Cordua: "La mandate in ospedale...o le buttate un po' di acido sulla faccia". E ancora: "Dev'essere sfregiata?". "Bravo, solo la faccia però. Le butti l'acido addosso e te ne vai"Un piano agghiacciante, una spedizione punitiva nella Bassa sventata dai Carabinieri prima che venisse realizzata. Le immagini delle perquisizioni dei Carabinieri durante l'operazione Perseverance
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