Nuovi pozzi per l’estrazione del gas in Emilia-Romagna: sei sono nell’appennino modenese
MODENA- Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha approvato la Valutazione di impatto ambientale per nuovi pozzi per l'estrazione di gas. Sono sei quelli nell'appennino modenese tra i quali uno a Budrio (Bologna) e uno al largo di Comacchio (Fe) di fronte al delta del Po tra Veneto ed Emilia-Romagna.
" E' una scelta miope che ci allontana dalla necessità di investire nelle energie rinnovabili e nella transizione ecologica dell’economia, dell’industria e dei trasporti"- scrive in un comunicato stampa Stefano Lugli, segretario regionale di Rifondazione Comunista. "Il clima dell’Emilia-Romagna è già cambiato con effetti evidenti sull’intero territorio regionale, eppure le scelte politiche sono ancora legate a un modello di sviluppo concausa della crisi climatica e sociale che stiamo attraversando- si legge nella nota stampa- L’Emilia-Romagna è una delle regioni con la maggior presenza di attività estrattive in mare e in terraferma e anziché dare l’ok a nuovi pozzi si dovrebbe puntare alla decarbonizzazione, anche perché le energie rinnovabili hanno una capacità di produrre occupazione e investimenti imparagonabile alle fonti fossili, oltre a favorire il benessere ambientale". "La scelta del governo di accelerare la compatibilità ambientale di nuovi pozzi è un colpo basso. Le concessioni di coltivazione rilasciate non rientravano nella moratoria in attesa della pianificazione nazionale, ma quest'ultima avrebbe dovuto intervenire anche su questi siti identificando quelli da non rinnovare o autorizzare. Così, il governo mette tutti davanti al fatto compiuto e pregiudica una parte della pianificazione nazionale. Con il governo Draghi il Ministero dell’Ambiente è diventato Ministero della Transizione Ecologica, ma non è sufficiente cambiare nome se poi si riproducono le stesse scelte del passato, oggi obsolete e miopi.
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