“Noi che lavoravamo alla Del Monte”: si prepara un libro e una mostra grazie a un gruppo di amici di San Felice
SAN FELICE SUL PANARO - "Noi che lavoravamo alla Del Monte": si prepara un libro e una mostra grazie a un gruppo di amici di San Felice sul Panaro, la cittadina che per più di 40 anni ha ospitato la sede produttiva della grande azienda americana dell'alimentare.
E' stata un'esperienza pregnante quella della Del Monte, la prima grande fabbrica che aprì qui negli anni '60 rilevando lo stabilimento alimentare Fruttabella dell'imprenditore Mario Puviani, nell'omonima strada a a ridosso della ferrovia. Da allora, tra fissi e stagionali, operai, quadri e dirigenti, ogni anno dava lavoro a quasi mille persone.
Tutti i sanfeliciani, in un modo o nell'altro, hanno avuto a che fare con la Del Monte, intere famiglie sono nate grazie agli stipendi che venivano dati, tantissime donne hanno avuto l'occasione di emancipazione economica e sociale, e tanti ragazzi e ragazze che venivano anche da fuori hanno avuto l'opportunità di sfuggire a un destino di fatiche in campagna. C'è chi, tra il serio e il faceto, calcola che la ,età del patrimonio immobiliare di San Felice sia stato costruito grazie agli stipendi della Del Monte.
Tutto finì a inizio 2000. La fabbrica, che nel frattempo era stata ridimensionata e passata di mano diventando italiana, non sopravvisse allo scandalo dei Cirio bond. Un giorno del 2006 suonò per l'ultima volta la sirena oraria e da allora i cancelli sono chiusi.
E' una storia grande e ricca quella del Del Monte, che non deve andare persa. Per questo Roberto Gatti, Elisa Gatti, Maurizio Braghiroli, Davide Calanca, e Alberto Terrieri, un gruppo di amici di San Felice con diverse competenze, ha pensato di fissarla e condividerla con tutti.
L'idea è quella di raccogliere materiali (grembiuli, spillette, insegne...) e fotografie dell'epoca. Alcune sono già state pubblicate sul gruppo Facebook "Noi che lavoravano alla Del Monte", altre possono ancora essere inviate da chi ne ha di conservate in qualche cassetto (via mail a [email protected]).
Con le fotografie sarà realizzato un libro, poi una mostra. L'idea è convincere gli attuali proprietari a mettere a disposizione lo stabilimento di via Fruttabella, ed esporre qui le fotografie.
Si cercano anche storie da raccontare. Storie di qualcuno che ha intrecciato il suo appassionante destino con la Del Monte, racconti edificanti di giovani senza soldi ma con tanto cervello che qui hanno lavorato in estate e ora guidano una multinazionale, favole romantiche di grandi amori e grandi famiglie cresciute all'ombra della Fruttabella e della Del Monte. E chissà che non si possa realizzare anche un film.
L'appello è di aprire i cassetti e il cuore, per raccontare cosa è stata davvero per San Felice e i sanfeliciani la Fruttabella e la Del Monte
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