Truffa bancaria, l’avvertimento di Adiconsum: “Metodi sempre più sofisticati”
MIRANDOLA- Si è rivolto alla sua banca per segnalare il malfunzionamento del servizio di home banking. Qualche giorno dopo è stato contattato da un sedicente tecnico informatico che, al corrente del suo problema, si è fatto comunicare i codici per l’accesso e ha effettuato prelievi dal conto per complessivi 4 mila euro.
È un cittadino di Sassuolo una delle ultime vittime delle truffe bancarie che sempre più frequentemente accadono in provincia di Modena. Lo segnala Adiconsum Emilia Centrale, l’associazione consumatori della Cisl che da qualche settimana registra un boom di accessi e telefonate ai suoi sportelli di Sassuolo, Modena, Carpi e Mirandola. “I truffatori sono sempre più sofisticati; i più difficilmente identificabili dal consumatore sono quelli che utilizzano la tecnica del phishing - spiega la responsabile Adiconsum Emilia Centrale Adele Chiara Cangini - Essa consiste nell’invio di una e-mail con il logo contraffatto della banca al fine di farsi comunicare i dati riservati (es. numero di carta di credito, password temporanea dell'home bankin.). Ora come ora è difficile accorgersi se si tratta o meno di phishing. Spesso l'unica differenza da una mail autentica della banca è un punto nell'indirizzo o la mancanza di un puntino su una lettera. Non solo: a volte i malfattori risultano essere già a conoscenza di dati che erano stati comunicati, almeno apparentemente, solo all'istituto di credito. È il caso di questo nostro iscritto di Sassuolo, che si era rivolto al servizio clienti della sua banca dopo aver avuto problemi nell'home banking”. Cosa deve fare, quindi, il cittadino che resti vittima di questo tipo di truffe? “È necessario procedere subito al blocco di carte e conti violati, oltre a sporgere denuncia – consiglia la responsabile dell’associazione consumatori Cisl - Ricordiamo che risulta consolidato l'orientamento dell'Arbitro Bancario e Finanziario secondo cui, in caso di utilizzo indebito di mezzi di pagamento e prelievi fraudolenti, il consumatore deve farsi carico soltanto di una perdita minima e comunque non superiore a 150 euro, salvo il caso di colpa grave: il resto ce lo mette la banca. Se si incontrano difficoltà a ottenere il rimborso del maltolto dalla propria banca, è possibile rivolgersi ai nostri sportelli per chiedere assistenza”- conclude Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Emilia Centrale.
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