Silvia Diazzi: “Andare all’estero per me ha significato trovare lavoro subito dopo la Triennale”
C’era anche Silvia tra i 100 migliori studenti italiani che nel 2019 sono stati selezionati da "The Future Makers", per partecipare ad un percorso formativo particolarmente articolato che li prepara ad essere voci autorevoli della futura classe dirigente italiana.
Silvia è cresciuta a Mirandola, dove ha avuto la fortuna di vivere a stretto contatto con la natura, gli animali e la campagna. E’ una persona sinceramente curiosa, ama viaggiare alla scoperta di storie e culture uniche e le piace definirsi una ‘pensatrice attiva’.
Si può dire che l’orizzonte culturale di Silvia non è limitato e che è una giovane donna costantemente impegnata ad imparare qualcosa di nuovo ogni giorno.
Ha avuto l’opportunità di studiare all'estero grazie a borse di studio non una, ma quattro volte in USA, Russia, Ungheria e Sud Africa.
Ad oggi padroneggia l’inglese come lingua principale e studia a diversi livelli: russo, spagnolo, portoghese e francese. Grazie al Master in studi africani ha da poco iniziato a cimentarsi con lo Swahili.
Andare all’estero per lei ha significato trovare lavoro subito dopo la Laurea Triennale. “Qui in Italia non si investe a sufficienza sul potenziale dei giovani e si tende a dare meno valore alla persona. Invece occorrerebbe partire da lì” - questo il suo pensiero.
Ha conseguito una laurea triennale in “Lingue per il Commercio Internazionale” e una laurea magistrale in “Economia delle Risorse e Sviluppo Sostenibile” (RESD: Resource Economics and Sustainable Development).
Tra la triennale e la magistrale ha lavorato un anno a Praga dove si è trovata benissimo e per un attimo ha anche pensato di fermarsi lì, ma la spinta verso la magistrale ha prevalso.
“Queste esperienze straordinarie hanno forgiato la mia personalità versatile, entusiasta e dinamica e il mio atteggiamento nei confronti della vita, del lavoro e di qualsiasi altra via di mezzo” - racconta Silvia.
Dopo la laurea Magistrale invece ha lavorato per un anno e mezzo a Bruxelles, alla Commissione Europea nel dipartimento di Agricoltura e Sviluppo Sostenibile. In un primo momento è entrata come tirocinante grazie al programma “Blue Book Traineeship” ed ha proseguito un altro anno nel campo della lotta al cambiamento climatico, sempre in agricoltura, uno dei settori più problematici da questo punto di vista. L’esperienza è stata di grande impatto nella sua vita e formazione professionale.
Ora frequenta, sempre con una borsa di studio, un Master Erasmus Mundus in Studi Africani Multidisciplinari che si svolge tra Portogallo, Germania e Francia. Questo percorso la porterà a fare ricerca per la tesi in Kenya l’anno prossimo e a chissà quali altre esperienze.
Una forte motivazione nel raggiungere uno scopo è fondamentale ed è un’ancora di salvezza nei momenti di sconforto. “Perchè all’estero da sola, soprattutto all’inizio, qualche momento di sconforto c’è stato, ma il desiderio di conoscere non solo la lingua del posto ma aprirsi alla nuova cultura e accogliere il diverso, mi hanno permesso di farmi nuove e solide amicizie” - dice.
Il consiglio che si sente di dare ai giovani è quello di non ‘sacrificare’ mai la propria curiosità perchè è la curiosità che l’ha portata a fare tutte le esperienze entusiasmanti che ha fatto fino ad ora ed è sempre grazie alla curiosità che dalla vita sta avendo il meglio.
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