“Né di Venere né di Marte ci si sposa o si parte”, ma la scuola a settembre inizia proprio di venerdì
Non deve essere per nulla scaramantico, o forse non conosce il detto "Né di Venere né di Marte ci si sposa o si parte" chi ha deciso che a settembre la scuola in Emilia-Romagna inizi di venerdì, venerdì 15 settembre per la precisione.
Appena è stato presentato il calendario per l'anno scolastico 2023-2024, subito è stato osservato che si tratta per i i bambini e le bambine che al sabato non vanno a scuola (quasi tutti), di uno sto-and go. Si saluta la spiaggia e gli amici del mare (o più prosaicamente, quelli del centro estivo), e si torna a scuola. Ma solo per un giorno, perché poi c'è il weekend. Una partenza a rilento, dopo ben 14 settimane di sospensione delle lezioni in cui il problema dei genitori del lavorano è stato pesante.
Per questo dalla Rete Comitati Genitori della Città Metropolitana di Bologna è arrivata la richiesta, in una lettera al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all’assessore alla Scuola, Paola Salomoni, di "prevedere l’apertura della scuola nella giornata di lunedì e la fine nella giornata di sabato". La Rete ricorda infatti come il primo e l’ultimo giorno siano fissati al "15 settembre, che slitta al primo giorno lavorativo successivo qualora il 15 settembre sia un sabato o un giorno festivo. Il 6 giugno (anticipato al primo giorno lavorativo precedente nel caso in cui il 6 giugno cada in giorno festivo) o posticipato, se necessario, per garantire i 205 giorni" complessivi di ogni anno scolastico. Le date scelte, invece, osserva la Rete, non favoriscono "la conciliazione dei tempi di vita con i tempi di lavoro e non permettono alle tante istituzioni in Regione di programmare delle attività di centri estivi nelle settimane in cui avvengono la chiusura e l’apertura della scuola".
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