Dall’Argentina gli eredi dell’architetto Masi: “A Cavezzo le opere del mio bisnonno”
CAVEZZO- "E' molto bello essere qua a Cavezzo, ma è difficile spiegare cosa provo. Perché è una cosa che scorre dentro di me. La mia emozione è insuperabile"- queste le parole commosse di Edoardo Harboure, pronipote dell'architetto Giacomo Masi, che il 20 agosto ha visitato Cavezzo insieme alla famiglia.
Nato nel 1863 e diplomatosi in Architettura nella Regia Accademia di Belle Arti di Modena Masi è diventato cavezzese d’adozione dopo il matrimonio con Alice Benatti, proprietaria del terreno su cui ha costruito nel 1905 la sua casa in via San Luigi.
Sul territorio di Cavezzo, Masi ha realizzato le più importanti opere cittadine: dall’attuale municipio, che era scuola elementare prima del terremoto, alle scuole di Disvetro, Ponte Motta e Uccivello, alla chiesa parrocchiale, alla farmacia, a cimiteri e tante abitazioni.
Edoardo, oggi settantanovenne, insieme alla moglie e ai figli Pia e Patrizio ha fatto visita al sindaco Stefano Venturini e agli amministratori di Cavezzo, accompagnato da Alberto Zini, Sara Benetti e Lucia Tasi: curatori di un libro a fascicoli dedicato alle opere dell'architetto e realizzato per il centenario della sua morte nel 2023.
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