Mirandola, fatta esplodere granata a Crocicchio Zeni. A individuarla Davide Gaddi, che scoprì il meteorite di Cavezzo
MIRANDOLA - Una granata di artiglieria è stata fatta brillare nei giorni scorsi a Mirandola, nella zona di Crocicchio Zeni, dopo essere stata individuata nei pressi di un canale di irrigazione. L’ordigno – del diametro di circa 35 centimetri e dal peso stimato in 7 chili – è stato rimosso e neutralizzato dagli artificieri dopo le prime operazioni di messa in sicurezza da parte delle Forze dell’ordine. Il ritrovamento è avvenuto grazie all’attenzione di un cittadino, Davide Gaddi, già noto per aver scoperto in passato un meteorite caduto nel modenese. All'epoca aveva con sè la Pimpa, e la scoperta fu in effetti sua, stavolta era da solo.
L’allarme è scattato quando Gaddi, mentre si trovava nella zona di confine tra un canale di irrigazione – utilizzato per l’irrigazione dei campi – e un appezzamento di terreno, ha notato una forma metallica parzialmente emergente dal terreno. Immediatamente ha compreso che si trattava di un oggetto inconsueto e potenzialmente pericoloso.
Davide, come ha trovato l’ordigno?
«Il 30 dicembre scorso ero per una passeggiata nella zona del Crocicchio Zeni, lungo il canale di irrigazione che in questo periodo è basso. Ho notato qualcosa di corrugato sulla riva e sono sceso a controllare. Mi è sembrato pesante e, a differenza di altri sassi, non era naturale. L’ho preso in mano, ho capito che non era plastica ma un oggetto metallico molto più denso.»
Che cosa ha fatto dopo la scoperta?
«Appena ho compreso che potesse essere qualcosa di serio, ho chiamato il 112 (erano ntorno alle 11:00), ho spiegato la situazione e mi hanno messo in contatto con la Polizia. Le Forze dell’ordine si sono attivate subito, abbiamo raggiunto il bordo dell’appezzamento e i tecnici hanno valutato il rischio. L'ipotesi era quella di evacuare temporaneamente le aree sensibili e di chiudere la strada Via Dosso per consentire l’intervento degli artificieri.»
Com’è stata gestita l’operazione?
«Tra la Prefettura di Modena e la Questura di Mirandola è stata predisposta la chiusura del tratto stradale e delimitata la zona interessata. Gli artificieri hanno poi fatto brillare la granata in sicurezza, in una buca scavata apposta. Fortunatamente l’ordigno, pur essendo vuoto di esplosivo – con timori per un possibile innesco residuo – non ha causato danni. Una piccola bomba come quella è grande all’incirca come una bottiglia d’un litro e mezzo d’acqua.»
Hai notato qualcosa di strano nel posto dove l’hai trovata?
«In quella zona passo spesso perché controllo la presenza di nutrie nell’area del canale. Non avevo mai visto prima niente di simile. La granata era quasi spiaggiata sul fondo del canale, tra i sassi..»
Può essere ce l'abbia buttata qualcuno?
«Non lo so. C’è anche una passerella che arriva dal maneggio di Via Personala verso Villa Delfini, ma non ho notato smottamenti di terra o altro che potesse far pensare a uno spostamento recente.»
Avevi esperienza di questi oggetti?
«Non ho porto d’armi e non sono un esperto militare, ma chi mi ha risposto al telefono mi conosceva e mi ha dato indicazioni su cosa fare. Non era plastica, troppo pesante per esserlo. Ho imparato dalla mia abitudine di guardarmi sempre intorno, sia per le ricerche di meteoriti sia per altri ritrovamenti. Ringrazio le Forze dell’ordine per la rapidità di intervento.»
Il caso torna d’attualità nel contesto di ritrovamenti di ordigni bellici ancora presenti nei terreni della Bassa modenese, spesso residui della Seconda Guerra mondiale, che richiedono un’attenta attività di bonifica e collaborazione tra cittadini e autorità competenti. Allo stesso modo , in questa terra di partigiani non tutti consegnarono le armi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quindi l'eredità di qualche nonno può capitare nelle mani di ignari nipoti oggi. L'indicazione è di non toccare troppo e chiamare subito le forze dell'ordine.
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