Nasce Convivere Emilia-Romagna: la risposta cooperativa all’emergenza casa
È stato costituito il consorzio “Convivere Emilia-Romagna”, la risposta cooperativa all’emergenza casa e alle nuove sfide dell’abitare condiviso. Obiettivo di Convivere, la cui nascita è stata promossa da Legacoop Emilia-Romagna, è di offrire alloggi a canoni sostenibili e rafforzare il mutualismo abitativo attraverso la rigenerazione urbana e i servizi alla persona. Le dieci cooperative fondatrici hanno sede a Bologna, Imola, Rimini, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Entro giugno 2026 è previsto il completamento della compagine sociale, con l’adesione delle altre sei cooperative di abitanti aderenti a Legacoop Emilia-Romagna. Il presidente di Convivere Emilia-Romagna è Mirco Mongardi, della cooperativa Aurora Seconda di Imola; i vicepresidenti sono Andrea Prampolini, direttore di Abitcoop di Modena (in rappresentanza delle cooperative divise) e Fabio Garagnani, presidente della cooperativa Dozza di Bologna (in rappresentanza delle cooperative indivise).
Il consorzio opererà in un contesto regionale segnato da una crescente pressione abitativa, dove oltre 64.000 famiglie sono alla ricerca di alloggi a canoni calmierati e i costi della locazione nelle grandi città hanno subito impennate fino al 200%. L’attività del Consorzio sarà focalizzata sulla realizzazione di interventi nell’ambito dell’abitazione a proprietà divisa e indivisa, con una particolare attenzione alla rigenerazione urbana senza consumo di suolo e al recupero di immobili pubblici o sottoutilizzati. Tra le finalità figurano l’assegnazione di alloggi a canone sociale destinati a fasce deboli e la fornitura di servizi alle cooperative associate.
Legacoop Emilia-Romagna ha supportato anche la nascita di Cooliving Coop, una cooperativa con sede a Rimini e che ha ottenuto l’iscrizione al registro delle startup innovative. Il modello di Cooliving rappresenta un’evoluzione del mutualismo abitativo, ponendo la comunità e la persona al centro del progetto per rispondere alla domanda di alloggi temporanei a costi sostenibili. Il modello si basa sulla creazione di spazi residenziali orientati alla generazione di relazioni umane, dove la dimensione privata (60% dell'immobile) si integra con ampie aree collettive (20%), zone di coworking (10%) e servizi dedicati sia ai soci che al territorio (10%). Destinata a un target variegato che include giovani under 40, "city users", nomadi digitali e senior autosufficienti, la proposta offre un canone "all-inclusive" (alloggio, utenze e servizi) con un obiettivo di costo sociale di circa 600 euro al mese. La gestione è caratterizzata da una forte componente tecnologica — con l'uso di Intelligenza Artificiale e sistemi IoT per l'ottimizzazione energetica — e dalla figura centrale del Community Manager, incaricato di facilitare la partecipazione attiva e il mutualismo interno alla comunità.
“La nascita di Convivere Emilia-Romagna risponde alla necessità non più rinviabile di integrare le forze del comparto cooperativo dell’abitare – spiega Barbara Lepri, direttrice di Legacoop Emilia-Romagna e referente regionale di Legacoop Abitanti - La cooperazione può dare una risposta fondamentale al bisogno di casa poiché l’abitazione non è solo un posto fisico ma un elemento essenziale di uno spazio di relazioni e di vita nel quale si realizza il benessere; per questo lavoriamo a formule innovative, come il co-living cooperativo, che combattono la solitudine e creano comunità resilienti offrendo servizi, condivisione di spazi di lavoro e tempo libero. La cooperazione di abitanti, che in Emilia-Romagna rappresenta oltre 80.000 soci, con un patrimonio netto di 1,9 miliardi e 2,4 miliardi di valore immobiliare, attraverso le competenze acquisite in oltre un secolo di storia, si propone con uno strumento integrato finalizzato ad affiancare imprese e Comuni per costruire una visione di abitare attrattiva e sostenibile per famiglie, lavoratori, giovani e senior".
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