Angela, 73 anni, arrivata in condizioni disperate per una grave dissecazione aortica: salvata da dispositivo Eurosets Medolla
C’è anche l’eccellenza di Eurosets, azienda biomedicale di Medolla, dietro una storia che parla di vita, competenza e speranza. Una di quelle in cui ogni secondo conta e in cui tecnologia e professionalità si fondono per fare la differenza.
All’inizio dello scorso dicembre, Angela, 73 anni, è arrivata in condizioni disperate al Maria Pia Hospital di Torino: una grave dissecazione dell’aorta toraco-addominale, una delle emergenze più critiche in ambito cardiochirurgico. La patologia coinvolgeva l’intera aorta e i vasi che portano sangue al cervello. Serviva un intervento immediato, complesso, ad altissimo rischio.
In sala operatoria si è messa in moto una macchina perfetta fatta di competenze, rapidità e tecnologie avanzate. Tra queste, il sistema di circolazione extracorporea sviluppato da Eurosets ha avuto un ruolo decisivo: ha sostenuto cuore e polmoni durante l’intervento, garantendo al tempo stesso una perfusione cerebrale controllata e sicura.
Un supporto vitale, nel senso più concreto del termine.
“I nostri dispositivi consentono di sostituire temporaneamente le funzioni del cuore e dei polmoni anche nei casi più complessi”, spiega Antonio Petralia, amministratore delegato e direttore tecnico-scientifico di Eurosets.
L’operazione, guidata dal professor Davide Ricci e dalla sua équipe, è stata un intervento al limite: riparazione della valvola aortica, sostituzione dell’aorta ascendente e dell’arco, e una delicata procedura sui vasi diretti al cervello. Un lavoro di squadra dove ogni gesto doveva essere preciso, ogni decisione immediata.
E proprio la rapidità, in casi come questo, è tutto.
Dopo settimane difficili, è arrivato il risultato più importante: Angela si è ripresa, senza deficit neurologici. Dopo il percorso riabilitativo, è stata dimessa in buone condizioni, pronta a riprendere la sua vita.
Le sue parole raccontano più di qualsiasi dato clinico:
“Un sorriso, una carezza, una battuta: sono stati gesti che mi hanno aiutata a farcela. Non dimenticherò mai chi mi ha accompagnata in questo percorso”.
Dietro questa storia c’è molto più di un intervento riuscito: c’è una filiera di eccellenza che parte anche dalla Bassa modenese e arriva nelle sale operatorie più avanzate. Un orgoglio del territorio che, silenziosamente, contribuisce ogni giorno a salvare vite.

Da sx Manuel Valenzuela infermiere, Carlotta Fiore infermiera, Angela e prof.Ricci, dott.ssa Alberta Rizzo anestesista, Ilenia Mele caposala
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