Finti candelotti di dinamite, dopo il centro islamico se ne trovano ancora a Ravarino. La sindaca Rebecchi: «Gesto grave, Ravarino non si riconosce nell’odio»
RAVARINO – «Un gesto molto grave, che porta con sé minacce e un senso di paura che non possiamo accettare». La sindaca di Ravarino, Maurizia Rebecchi, interviene con parole nette su quanto accaduto nei giorni scorsi all’ex cinema di Rami, edificio che potrebbe diventare la nuova sede del centro islamico del paese. Mentre in paese continuano le indagini sull'accaduto, ci sono altri casi analoghi di finti candelotti lasciati stavolta nei pressi di attività commerciali. L'ultimo è stato trovato davanti al monumento ai Caduti, in via della Stazione.
L'episodio ha suscitato sgomento non solo all’interno dell’amministrazione comunale, ma nell’intera comunità. «La reazione è stata di profondo sconcerto – afferma la sindaca – non soltanto da parte dell’amministrazione, ma direi di tutta Ravarino».
Rebecchi sottolinea come atti di questo tipo colpiscano non soltanto la comunità islamica, ma l’intero paese: «La comunità islamica fa parte a pieno titolo della comunità di Ravarino. È evidente che la paura di una parte diventa la paura di tutti».
L’amministrazione prende le distanze con fermezza da quanto accaduto: «Non riconosciamo questi atteggiamenti e li condanniamo senza esitazione».
La sindaca richiama quindi i valori che, nel tempo, hanno caratterizzato il tessuto sociale del paese: «Ravarino si è sempre dimostrata una comunità coesa e matura. Anche di fronte a problematiche e posizioni diverse, ha sempre prevalso il dialogo, il confronto trasparente e sereno, l’ascolto reciproco e l’approfondimento. Non sono certo queste le modalità con cui si affrontano le differenze».
Un appello, infine, a mantenere saldi i principi di convivenza civile: «Il confronto è legittimo, ma deve restare nell’alveo del rispetto e della legalità. È su questo terreno che la nostra comunità continuerà a muoversi».

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