Matrimonio in Comune a Mirandola: si cambia per lavori in sala consiliare
Tra le notizie più curiose emerse nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Mirandola c’è senz’altro il trasloco della sala consiliare, attualmente situata al piano terra del municipio di via Giolitti. Il Presidente Antonio Tirabassi infatti ha annunciato che nei mesi di marzo e aprile le sedute si terranno nell’Aula Magna “Rita Levi Montalcini”. Il motivo? Spostamenti di uffici per l’ormai imminente riapertura del municipio storico di Piazza Costituente. Se tutto dovesse andare come sperato infatti, nel giro di qualche settimana il consiglio comunale dovrebbe riunirsi nuovamente nella vecchia sede municipale, dopo circa 14 anni dall’ultima seduta. Un’altra tappa importante nella fase di ricostruzione post-sisma.
La domanda che tutti gli innamorati prossimi alle nozze si stanno facendo però è: se l’attuale sala consigliare sarà oggetto di lavori di trasloco, dove verranno celebrati matrimoni e unioni civili? Semplice: nella Sala Giunta del municipio in via Giolitti, peraltro già attrezzata a questo scopo. Dal Comune fanno sapere che matrimoni e unioni civili si potranno celebrare anche nel giardino della biblioteca Eugenio Garin, in Piazza Garibaldi. O in una sala al piano terra dello stesso edificio. Perché va bene che “Sposa bagnata, sposa fortunata”, ma in caso di pioggia è giusto celebrare le nozze al coperto.
Le modalità saranno le stesse: occorre presentare una richiesta all’Ufficio di Stato Civile, concordando la data della cerimonia con l’Amministrazione comunale. Il modulo per la richiesta è scaricabile dal sito del Comune, all’interno della pagina dal titolo “Matrimoni e unioni civili presso le sedi comunali”. Gli sposi potranno arredare e addobbare il luogo del rito come desiderano, ma a loro spese e provvedendo a rimuovere “tempestivamente e integralmente” gli stessi arredi e addobbi. Insomma, i locali vanno restituiti nelle stesse condizioni in cui sono stati concessi. Ciascuno degli sposi deve presentarsi alla cerimonia con un testimone maggiorenne munito di un documento d’identità valido.
Matrimoni e unioni civili sono celebrati dal sindaco o da un suo delegato, che può essere il vicesindaco, un assessore, un consigliere comunale o perfino un impiegato del Comune. Come riportato sul sito del Comune, non è previsto nessun costo. Il regolamento impone comunque una serie di restrizioni: non è possibile lanciare riso o coriandoli all’interno della sede dove si svolge la cerimonia, non si possono spostare tavoli, mobili o attrezzature varie presenti nella sala, non è possibile consumare cibi e bevande. Massima austerità insomma, un buon modo per incoraggiare gli sposi a fare economia fin da subito. E mantenere la linea.
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