Prezzi e materie prime in corsa: per le PMI modenesi il rischio della “tempesta perfetta”
da Redazione Sul Panaro |16 Marzo 2026 | San Felice sul Panaro
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Una combinazione di fattori economici e geopolitici rischia di trasformarsi nella “tempesta perfetta” per le piccole e medie imprese modenesi. Ai segnali di rallentamento già evidenziati dall’economia locale si sommano infatti i forti rincari delle materie prime e dell’energia legati al conflitto in Iran.
Il quadro emerge dall’indagine congiunturale realizzata dall’Ufficio Studi di CNA Modena insieme alla Camera di Commercio, che fotografa un secondo semestre 2025 tutt’altro che incoraggiante. Il 40% delle imprese segnala un calo degli ordini, contro appena il 9% che registra un aumento. Il fatturato scende per il 36% delle aziende e cresce solo per il 7%. Anche la produzione arretra: diminuisce per un’impresa su tre, mentre cresce appena per l’11%. Gli investimenti restano limitati – previsti in aumento solo dal 7% delle aziende – mentre l’occupazione si mantiene sostanzialmente stabile per l’85% del campione.
Su questo scenario già fragile si innestano gli effetti del conflitto iraniano, che nelle ultime settimane ha innescato una forte volatilità nei mercati delle materie prime, con ricadute soprattutto sui settori della meccanica e dell’edilizia.
A guidare la classifica dei rincari è l’energia elettrica. Il prezzo all’ingrosso è aumentato del 60% e la media delle ultime due settimane si attesta a 143 euro per megawattora, contro i 102 euro della Germania, i 63 della Francia e i 48 della Spagna.
Subito dopo arriva il rame, che registra aumenti vicini al 40%, consolidando un trend già in atto da diverse settimane. Seguono ferro e profilati di alluminio, entrambi in crescita del 20%. Nel settore delle costruzioni il conglomerato bituminoso e le membrane segnano rincari del 18%, mentre il calcestruzzo aumenta del 10%. Nella meccanica alcune plastiche arrivano a registrare incrementi del 30%.
Anche i carburanti hanno subito un’impennata: il gasolio alla pompa è cresciuto di circa il 17%, passando da 1,75 euro al litro a oltre 2 euro.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’incertezza dei listini. Le quotazioni dei materiali sono valide spesso solo per 24 ore e in alcuni casi – come per tubazioni e raccordi in PVC – i fornitori accettano gli ordini con riserva di aggiornamento dei prezzi.
Le farine restano per ora stabili, ma il settore dei prodotti da forno è particolarmente esposto ai rincari energetici: le bollette
incidono infatti per circa il 14% dei costi di produzione. Ancora più rilevante il peso dell’energia in altri comparti: fino al 30-35% dei costi totali per le imprese della lavorazione dei lapidei e fino al 40% per le tinto-lavanderie.
«Non solo carburanti ed energia elettrica – sottolinea il presidente di CNA Modena, Cesare Galavotti – registriamo aumenti generalizzati intorno al 20% per molti materiali. Inoltre diverse imprese iniziano ad avvertire difficoltà di approvvigionamento che rallentano la produzione».
Secondo CNA servono interventi urgenti per contenere gli effetti della spirale dei prezzi. «È necessario – prosegue Galavotti – monitorare l’andamento dei listini per evitare comportamenti speculativi, come l’immediato e ingiustificato aumento dei carburanti registrato poche ore dopo l’inizio del conflitto. Ma servono anche misure rapide sui costi dell’energia, fondamentali per le imprese, e azioni per evitare un ritorno dell’inflazione che farebbe risalire i tassi di interesse, mettendo a rischio la tenuta del sistema economico e sociale».

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