Sondaggio centrosinistra: Schlein non convince, meglio Conte oppure Salis
Nel centrosinistra si torna a discutere di primarie, ma senza una cornice chiara: aperte o riservate agli iscritti, ai gazebo o online, con o senza ballottaggio. Una discussione che appare ancora prematura, soprattutto in assenza di una riforma elettorale definita.
Eppure, mentre il dibattito resta teorico, i sondaggi iniziano già a delineare un quadro politico concreto — e poco favorevole alla segretaria del Partito democratico, Elly Schlein.
Secondo le rilevazioni più recenti, infatti, Schlein non risulta la figura più apprezzata nel campo progressista: viene superata non solo da Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ma anche da esponenti alleati o esterni al Pd, come la sindaca di Genova Silvia Salis. Un segnale politico rilevante, perché mette in discussione la centralità della leadership dem proprio nel momento in cui si discute chi debba guidare la coalizione contro Giorgia Meloni.
Il Movimento 5 Stelle osserva con attenzione questi dati e rilancia il tema della “partecipazione democratica”, pur ricordando che le primarie sono storicamente uno strumento del Pd. Conte, forte del consenso nei sondaggi, appare oggi il candidato più competitivo in un eventuale confronto interno alla coalizione.
Nel frattempo, anche dentro il Pd emergono tensioni. Schlein, salita alla guida del partito proprio grazie alle primarie, non può metterne in discussione il principio, ma una parte del partito teme che una competizione aperta possa indebolire ulteriormente la sua posizione.
Il nodo resta però più ampio e riguarda la strategia complessiva del centrosinistra. La scelta della leadership è legata anche alla riforma della legge elettorale: il centrodestra ha proposto un sistema proporzionale con premio di maggioranza, ma dopo la sconfitta referendaria la stessa maggioranza appare divisa, mentre l’opposizione valuta se opporsi compatta.
Al di là delle regole, una cosa appare chiara: il centrosinistra dovrà individuare una figura credibile da contrapporre a Meloni. E su questo terreno i sondaggi pesano, perché indicano che oggi il consenso non premia la segretaria del principale partito della coalizione.
Prima ancora delle primarie, dunque, si apre una questione politica: chi guida davvero il campo progressista? E con quale legittimazione, se gli elettori sembrano guardare altrove.
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