Sciopero dei farmacisti, alta adesione anche a Modena
Nuova giornata di sciopero nazionale per farmaciste e farmacisti del settore privato, che oggi – lunedì 13 aprile – si fermano per l’intero turno di lavoro. A Modena la mobilitazione coinvolge circa 150 farmacie e quasi 500 addetti.
Una delegazione modenese, composta da una ventina di lavoratrici e lavoratori, ha partecipato alla manifestazione nazionale a Roma, contribuendo a una mobilitazione che ha visto oltre 1.500 farmacisti provenienti da tutta Italia sfilare in camice bianco per le vie della capitale, fino al presidio davanti alla sede nazionale di Federfarma.
Sul territorio modenese l’adesione allo sciopero ha nuovamente sfiorato il 60%, in linea con la prima giornata di mobilitazione dello scorso novembre.
Lo sciopero, proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, è finalizzato al rinnovo del contratto collettivo nazionale delle farmacie private, scaduto il 31 agosto 2024. La protesta si inserisce in un percorso di mobilitazione già avviato, dopo lo sciopero del 6 novembre scorso, per sollecitare risposte concrete su salari, valorizzazione professionale e qualità del lavoro, che – nonostante la ripresa del confronto il 4 febbraio – non sono ancora arrivate.
Per i sindacati, “il rinnovo del contratto deve rispondere adeguatamente alle aspettative di farmaciste, farmacisti e di tutte le lavoratrici e i lavoratori che garantiscono ogni giorno un presidio essenziale di prossimità e salute sul territorio”, dichiarano Lisa Cataldo (Filcams Cgil Modena), Alessandro Martignetti (Fisascat Cisl Emilia Centrale) e Lorenzo Tollari (Uiltucs Uil Modena e Reggio Emilia). Tra le richieste: il riconoscimento delle nuove funzioni legate alla farmacia dei servizi, il miglioramento delle tutele su orari, turni, maternità, malattia e formazione, oltre a una riorganizzazione più moderna del lavoro e a relazioni sindacali più solide.
“La protesta di oggi è un segnale forte – aggiungono – contro un atteggiamento inaccettabile: Federfarma continua a puntare esclusivamente al contenimento del costo del lavoro, senza valorizzare adeguatamente il personale. L’obiettivo di lavoratori e sindacati è invece riportare al centro il valore del lavoro nelle farmacie private, con un contratto che garantisca dignità salariale, attrattività e prospettive di crescita”.
Infine, l’avvertimento: “Lo stato di agitazione e gli scioperi proseguiranno se Federfarma non tornerà al tavolo con risposte concrete. La professionalità si riconosce, non si dà per scontata”.
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