Aimag, giovedì la resa dei conti sul nuovo CdA: presidenza in bilico, Carpi ago della bilancia
I termini per presentare le candidature sono scaduti e la partita si annuncia affollata: oltre venti aspiranti complessivi, una decina solo da Carpi e circa quindici dai Comuni dell’Area Nord. Numeri che rendono meno scontata la riconferma della presidente uscente Paola Ruggiero, arrivata al termine del mandato dopo un triennio segnato prima dalla proposta di integrazione con Hera, poi dai rilievi della Corte dei Conti e infine dalla riscrittura degli equilibri tra i soci pubblici.
Il nuovo Patto di Sindacato ha ridisegnato la mappa del potere dentro Aimag. Il Consiglio di amministrazione sarà composto da cinque membri: quattro espressi dalla componente pubblica e uno dalla componente privata, formata da Hera, che detiene il 25 per cento del capitale, e dalle Fondazioni bancarie di Carpi e Mirandola, titolari complessivamente di un altro 10 per cento. Alla parte pubblica spetterà dunque la maggioranza del CdA.
La presidenza sarà indicata dal Comune di Carpi. La vicepresidenza andrà invece a un nome espresso dai sette Comuni dell’Unione Area Nord. Un consigliere sarà indicato dal Comune di Mirandola e un altro dai Comuni dell’Unione Terre d’Argine e del Sorbara. Il quinto consigliere sarà proposto dai soci privati, ma dovrà comunque passare dal vaglio previsto dagli accordi tra i soci.
È su questo schema che si innesta il nodo politico principale: chi guiderà Aimag nella nuova fase?
Il nome di Paola Ruggiero resta al centro del confronto. Da una parte ci sono i risultati rivendicati dal management uscente: debito ridotto, conti migliorati, dividendi tornati ai Comuni e una situazione finanziaria presentata come più solida rispetto all’inizio del mandato. Dall’altra, però, pesa la stagione dell’operazione Hera, poi travolta dalle osservazioni della magistratura contabile e politicamente mai davvero archiviata.
Nelle scorse settimane il sindaco di Cavezzo, Stefano Venturini, ha espresso pubblicamente la propria contrarietà alla riconferma della presidente uscente, sostenendo la necessità di aprire una fase nuova con figure nuove, esterne alle scelte che hanno segnato gli anni precedenti. Una posizione che interpreta il malessere di una parte significativa dell’Area Nord, dove la richiesta di discontinuità è stata più volte rilanciata anche nel dibattito pubblico.
Sul fronte opposto, secondo le ricostruzioni giornalistiche, il Partito Democratico carpigiano e provinciale guarderebbe invece con favore a una conferma di Ruggiero, anche alla luce dei risultati economici del triennio. Ma il sostegno politico non basterebbe, da solo, a chiudere la partita: decisivo sarà il ruolo del sindaco di Carpi Riccardo Righi, chiamato a proporre il nome destinato alla presidenza e quindi a trovare un equilibrio tra le pressioni del proprio territorio, quelle del partito e quelle dei Comuni dell’Area Nord.
Non è un equilibrio semplice. La nuova governance nasce infatti con l’obiettivo dichiarato di ricostruire il controllo pubblico su Aimag dopo una stagione di divisioni profonde tra i Comuni soci. Il Patto di Sindacato è stato presentato come lo strumento necessario per blindare l’autonomia della società e rispondere ai rilievi della Corte dei Conti. Ma proprio per questo, la scelta del nuovo presidente avrà un valore che va oltre il profilo manageriale: sarà letta come il segnale politico della direzione che i Comuni intendono prendere.
Dal territorio filtrano già alcune ipotesi per gli altri posti del Consiglio. Per Mirandola, secondo quanto riportato dal Carlino, circolerebbe il nome dell’avvocato fiscalista Stefano Benatti. Per l’Area Nord, invece, viene indicata Morena Diazzi, dirigente regionale del settore Conoscenza, Lavoro e Ricerca, con un passato professionale iniziato proprio nella Direzione generale di Aimag.
Resta poi il tema, tutt’altro che secondario, delle sfide industriali. Il nuovo CdA non erediterà soltanto un’azienda da amministrare, ma una società chiamata a misurarsi con gare e concessioni decisive: ciclo idrico, distribuzione gas, energia, investimenti sulle reti, capacità finanziaria e competitività in un mercato sempre più complesso. Il direttore generale Gianluca Valentini lo ha detto chiaramente nelle scorse settimane: dopo il risanamento, Aimag dovrà capire se avrà la forza per giocare le partite decisive dei prossimi anni.
Il 25 giugno, dunque, non sarà solo il giorno del bilancio 2025. Sarà il giorno in cui i soci pubblici dovranno dire se la nuova fase di Aimag sarà davvero una fase di discontinuità o se prevarrà la continuità con il CdA uscente. La presidenza sarà il primo banco di prova. E, questa volta, la scelta non parlerà soltanto alla società: parlerà ai Comuni, ai cittadini e a un territorio che su Aimag continua a giocare una partita strategica.
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