Colpo grosso in centro a Finale, caccia alla banda della gioielleria: un vicino tenta di bloccarli
FINALE EMILIA– Un quarto d'ora di puro terrore ha sconvolto il cuore di Finale Emilia all'ora di pranzo, l'altro giorno. Mancavano pochi minuti alle 12:30 venerdì, quando -si legge sui giornali di oggi - una banda composta da tre malviventi armati e con i volti coperti ha preso d'assalto la storica gioielleria Guidi in piazza Verdi, proprio mentre le attività commerciali della zona si accingevano a chiudere. Un colpo studiato nei minimi dettagli, preceduto probabilmente da un sopralluogo: la titolare del vicino bar Chocolate ha infatti riferito di aver notato già dalla mattinata alcuni individui sospetti aggirarsi nei paraggi, senza tuttavia immaginare cosa stesse per accadere.
La dinamica dell'assalto ha rischiato di saltare grazie al coraggio di un commerciante vicino. Fabio Ferraresi, titolare dell'ottica adiacente alla gioielleria, stava uscendo per la pausa pranzo quando è stato allarmato dalle grida d'aiuto del collega orafo che pronunciava il suo nome. Pochi istanti dopo, un uomo con una calza color carne sul viso è schizzato fuori dal negozio per balzare a bordo di uno scooter lasciato acceso sul sagrato. Ferraresi, agendo d'istinto e senza calcolare il pericolo, si è scagliato contro il rapinatore spingendolo e facendolo rovinare al suolo, costringendolo così a scappare a piedi. «Solo dopo ho capito che erano armati – ha confessato l'ottico – ma sul momento ho pensato solo ad aiutare il mio collega».
Mentre i passanti lanciavano l'allarme al 112, la situazione all'interno del negozio è rimasta tesissima. Un secondo complice è fuggito stringendo un borsone sportivo pieno di preziosi, mentre il terzo è rimasto bloccato qualche minuto in più all'interno: pare infatti che il gioielliere avesse tentato di sbarrargli la strada, cedendo solo dopo aver ricevuto pesanti minacce sotto la minaccia di un'arma da fuoco.
Secondo l'ipotesi di Ferraresi, i criminali sarebbero riusciti a penetrare nell'attività – protetta da una porta blindata con campanello – cogliendo il proprietario di sorpresa proprio mentre stava uscendo per il pranzo.
La fuga dei tre, iniziata a piedi nell'area pedonale, è proseguita poco dopo a bordo di una vettura. Un'auto sospetta, carica dei fuggitivi e del bottino (il cui valore complessivo resta da quantificare), è stata persino incrociata da una pattuglia del Radiomobile di Cento. Successivamente, il mezzo è stato rinvenuto dalle forze dell'ordine, abbandonato in mezzo a un campo di frumento posizionato tra via Renazzi e via Collaria. I carabinieri hanno immediatamente fatto scattare una massiccia caccia all'uomo in tutta la zona, ma i rapinatori sono finora riusciti a far perdere le proprie tracce.
L'episodio ha riaperto una ferita profonda per la comunità locale e per la stessa famiglia Guidi. Anni fa, infatti, la gioielleria fu teatro di un altro violentissimo assalto. In quell'occasione era presente il fondatore dell'attività, Sauro Guidi (padre dell'attuale gestore), che rimase gravemente ferito dopo che uno dei malviventi gli esplose un colpo di pistola alla spalla. Un precedente drammatico che rende ancora più evidente il rischio corso ieri in piazza Verdi.
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