Carpi, scossone in Comune: si dimette Malvezzi, si apre il risiko delle nomine
CARPI – Non c’è pace per la politica carpigiana. Archiviata con successo la complessa partita legata al dossier Aimag – che ha visto il primo cittadino Riccardo Righi incassare un voto unanime dei soci e il plauso trasversale dal Pd provinciale fino a Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra – per il sindaco Righi è già tempo di voltare pagina e affrontare una nuova, e forse più insidiosa, grana interna. Il momento del tanto evocato rimpasto di giunta è infatti arrivato, e si preannuncia tutt’altro che indolore.
L’innesco è legato all’addio di Paolo Malvezzi. Mercoledì prossimo l’assessore ai Lavori pubblici lascerà ufficialmente l'incarico. Nessun fulmine a ciel sereno, sia chiaro: si tratta del compimento di un accordo sancito all'inizio del mandato.
Malvezzi - ricorda la stampa locale- era stato chiamato per guidare la delicata e cruciale "missione" dei cantieri legati ai fondi Pnrr, un compito che il sindaco ha definito giovedì sera in Consiglio comunale come "pressoché concluso" e portato a termine "perfettamente". Nonostante il tentativo del primo cittadino di trattenerlo, le dimissioni sono diventate irrevocabili, lasciando un vuoto pesante sia in termini di competenze sia in termini di equilibri politici. Malvezzi, infatti, rappresentava una delle figure di prua dell’ala cattolica della coalizione.
Ora Righi si trova a gestire un'estate che si preannuncia politicamente rovente, con due caselle strategiche da riempire a metà mandato. Oltre ai Lavori pubblici, c’è da assegnare la delega all'Urbanistica, che il sindaco ha trattenuto per sé nell'ultimo anno dopo l’uscita di scena di Alessandro Di Loreto a seguito della vicenda Amo. Una concentrazione di poteri che, in una fase cruciale per la pianificazione futura della città, non può più prolungarsi.
I veri nodi, tuttavia, sono tutti interni al Partito Democratico. Se l'operazione Aimag ha rafforzato Righi a livello provinciale, i rapporti con la segreteria locale guidata da Daniela Depietri restano tesi, soprattutto dopo il mancato richiamo di Ruggiero. Le indiscrezioni parlano di un confronto accesissimo tra i vertici del partito e gli esponenti della corrente cattolica dem. Questi ultimi starebbero premendo per l'inserimento nell'esecutivo di un profilo di forte peso politico; un'opzione che vedrebbe il gradimento del sindaco ma che avrebbe trovato il fermo semaforo rosso di Depietri. Per Righi si tratta di un vero e proprio gioco d'equilibrio: rimpiazzare la quota cattolica della sua squadra senza però spaccare il partito.
Nel frattempo, il toto-nomi impazza. Tra i profili più accreditati per l'ingresso in squadra c'è Linda Oliviero, consigliera comunale stimata dal primo cittadino e ben vista dalla maggioranza. Resta in piedi anche la pista che porta a Mauro D'Orazi, attuale presidente del Consiglio dell'Unione, figura di lungo corso istituzionale che garantirebbe stabilità ed esperienza. Per l'area cattolica il nome forte è invece quello di Maurizio Maio, fedelissimo del sindaco fin dai tempi delle primarie contro Taurasi e della successiva campagna elettorale del 2024.
Se invece si decidesse di puntare su profili più tecnici o civici, in pole position ci sarebbero l'architetto Filippo Landini, nome noto in città che calzerebbe a pennello per la gestione dell'Urbanistica, e Andrea Rostovi, figura molto vicina a Righi e funzionale a dare nuova linfa alla componente civica che lo ha sostenuto nella corsa a sindaco.
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