Giocatore d’azzardo: “Ho perso 30mila euro in un mese. Così ho deciso di voltare pagina”
“Il gioco d’azzardo in Italia sta dilagando, dovrebbero mettere un freno alla pubblicità, invece vedo che si diffonde sempre più”. Questo è il desiderio di T.L., pensionato del bolognese e ancora oggi malato di gioco d’azzardo, perché come lui stesso dice “dalla ludopatia non si guarisce mai”. Il punto è questo: esistono le persone che non giocano, quelle che giocano poco e poi esistono persone che soffrono di dipendenza, una malattia che – semplificando molto – potremmo equiparare all’osteoporosi o all’enfisema polmonare. Una patologia, come altre, né più né meno. T.L. soffre di questo disagio, anche se ha imparato a conviverci, dopo anni di enormi fatiche.
Gratta & Vinci e gioco online: i numeri choc della Bassa modenese
“Tutto è iniziato negli anni ‘90 – racconta l’uomo – Ero al bar con alcuni amici, quando hanno installato una slot machine. Ho giocato e ho vinto. È stato il giorno più sfortunato della mia vita”. Più vinci, più torni a giocare, più giochi, più perdi. Chi non soffre di dipendenza è in grado di fermarsi in tempo, le persone malate invece non sono in grado di controllarsi. Lo stesso T. ci ha messo del tempo per capirlo: era convinto di avere semplicemente il vizio del gioco e di potersi fermare quando voleva. Questa illusione è stato il primo grosso ostacolo da superare: bisogna rendersi conto di essere dipendenti.
Ci ha messo anni per uscire dalla spirale dove stava precipitando in modo lento e progressivo. “La dipendenza è come un serpente che ti stritola lentamente senza che tu possa fare nulla – spiega – Chi non ci è passato non può capirlo, purtroppo l’unico che può comprendere un malato è un altro malato. Dopo anni ero arrivato al punto che pensavo solo al gioco, vivevo in funzione di quello, non dormivo la notte. Una decina d’anni fa ho perso 30mila euro in un mese. Così ho deciso di parlarne con mia moglie, a lei devo moltissimo. Mi considero molto fortunato anche perché dopo due sole sedute dallo psicoanalista ho capito che gli incontri con i gruppi dei giocatori anonimi mi aiutavano moltissimo. In Italia ci sono 88 gruppi, 11 in Emilia-Romagna. Non sono guarito, perché nessuno guarisce mai veramente dall’azzardo, ma ho imparato a controllarmi”.
Cosa lo ha aiutato? Il percorso in 12 passi della giocatori anonimi: cambiare le proprie abitudini, evitare di portare soldi con sé e monitorare le spese facendosi aiutare dai parenti. Tenersi occupati e stare a contatto con altre persone evitando di isolarsi sono altre strategie molto importanti. “Quando giochi d’azzardo sei solo – dice il pensionato – Perdi la cognizione del tempo. Siete mai stati in una sala slot? C’è pochissima luce, non sai mai se fuori è giorno o notte, puoi solo concentrarti sulle luci che provengono dalle macchine e trascorri ore a premere quei pulsanti, da solo. Socializzare, parlare, magari con persone che hanno il tuo stesso problema, è fondamentale”.
Oggi T.L. porta la sua testimonianza nelle scuole insieme ad altri membri della giocatori anonimi. Tramite Ausl, il gruppo organizza 15-20 incontri all’anno. “Pochi secondo me – dice l’uomo – C’è un gran bisogno d’informare, soprattutto i ragazzi, sui pericoli legati all’azzardo. Invece ad avere moltissimo spazio è la pubblicità a favore del gioco. Squadre di calcio sono sponsorizzate da compagnie che forniscono azzardo, calciatori famosi fanno da testimonial. Oggi l’Italia è al primo posto per spesa pro capite nel gioco d’azzardo. Aggravano tutto gli smartphone e i videogame, che consentono di giocare denaro vero. I ragazzi sono esposti al rischio e ce ne accorgiamo anche quando andiamo nelle scuole. Alle medie i ragazzini tendono a darci più ascolto, alle superiori moltissimi ammettono di giocare online e incontriamo un muro di scetticismo che rende il dialogo molto difficile. Dovremmo aumentare le campagne di sensibilizzazione nelle scuole”.
Federconsumatori: "Gioco d'azzardo troppo normalizzato"
- Boschi urbani e periurbani, dalla Regione 800mila euro per nuovi interventi nelle città
- Giocatore d’azzardo: “Ho perso 30mila euro in un mese. Così ho deciso di voltare pagina”
- Memoria e mattoni: quando le case popolari di San Felice erano un capolavoro di dignità
- Jazz Open debutta in Italia: Modena diventa capitale della musica internazionale
- Il Po di Volano e i canali della Bassa: chi li custodisce ancora?
- Al via il primo bando per realizzare in Emilia-Romagna ecosistemi territoriali innovativi
- Cra Vignolese, parte l'iter per il passaggio di gestione all'Asp Ghirlandina











































































