Fumo e cuore, il rischio che molti ignorano: “Le coronarie dei fumatori sono più difficili da riaprire”
Come si protegge il cuore prima che compaiano i problemi? Quali sintomi devono preoccuparci davvero? Quando una tachicardia è solo ansia e quando, invece, serve un controllo? Da queste domande nasce la nuova rubrica dedicata alla prevenzione cardiovascolare, realizzata in collaborazione con lo Studio Medico Marzia Lugli di San Felice sul Panaro, dove riceve anche il dottor Valerio Siena. In ogni puntata il cardiologo, dirigente medico dell’AUSL di Ferrara, accompagnerà i lettori tra dubbi, falsi miti e consigli pratici per conoscere meglio il cuore, ridurre i fattori di rischio e capire quando è il momento di rivolgersi al medico. Perché, come sostiene il dottor Siena, “Il cuore ha sempre la priorità!”
Quando si parla di fumo, il primo pensiero va quasi sempre ai polmoni e al rischio di tumore. Ma il danno provocato dalle sigarette non si ferma lì. Il cuore e i vasi sanguigni sono tra i bersagli principali.
“Il fumo espone al rischio di tumore al polmone, è vero, ma tanti non sanno che espone anche a eventi cardiovascolari: infarto, scompenso cardiaco, ictus”, spiega il dottor Valerio Siena, cardiologo e dirigente medico dell’AUSL di Ferrara.
Il motivo è l’infiammazione. Il fumo danneggia le pareti vascolari, favorisce la malattia delle coronarie e aumenta il rischio che i vasi che portano sangue e ossigeno al cuore si restringano o si chiudano. Le coronarie sono i “tubi” che alimentano il muscolo cardiaco: quando si ammalano, il cuore riceve meno ossigeno. Se una coronaria si chiude in modo improvviso, può verificarsi un infarto.
L’esperienza ospedaliera del cardiologo rende il concetto ancora più concreto. Siena, che svolge anche attività interventistica in sala di Emodinamica, racconta come il fumatore sia un paziente tipico nell’infarto. Spesso, davanti alla domanda “perché mi è venuto?”, emergono anni di sigarette, pressione trascurata, colesterolo alto o altri fattori di rischio.
Nei fumatori, aggiunge, la malattia delle coronarie può essere più aggressiva. I restringimenti sono spesso più calcifici, più duri, più difficili da trattare. “È come il calcare”, spiega. Questo rende più complesso anche l’intervento di angioplastica, cioè la procedura con cui si cerca di riaprire il vaso e, quando necessario, inserire uno stent.
Il problema non è soltanto il singolo restringimento. Nei fumatori, come nei pazienti diabetici, la malattia può essere più diffusa: non un solo punto malato, ma un vaso compromesso in modo esteso. “Diabete e fumo insieme sono il disastro più totale”, sottolinea Siena.
E la sigaretta elettronica? Il cardiologo invita a non confondere il “meno peggio” con il “sicuro”. I dati sulle sigarette elettroniche sono più recenti e meno abbondanti rispetto a quelli sul fumo tradizionale, studiato ormai da decenni. Tuttavia, i segnali disponibili non consentono di considerarle innocue. Il rischio cardiovascolare resta superiore rispetto a chi non fuma, perché lo stimolo infiammatorio rimane.
Se una persona sta cercando di ridurre il danno, il passaggio alla sigaretta elettronica può sembrare una scelta meno pericolosa rispetto alla sigaretta tradizionale. Ma il punto vero resta un altro: il rischio zero, per cuore e vasi, si avvicina solo smettendo di fumare.
Il cardiologo non propone un approccio moralistico. Sa che per molti fumatori smettere da un giorno all’altro è difficile. Il primo obiettivo può essere ridurre gradualmente il numero di sigarette, fino ad arrivare, se possibile, alla sospensione completa.
C’è anche un tema ambientale. Vivere in aree inquinate non può diventare una giustificazione per continuare a fumare. I fattori di rischio non si sommano in modo innocuo: possono potenziarsi tra loro. Inquinamento, fumo, colesterolo, diabete e pressione alta, messi insieme, aumentano in modo importante il rischio cardiovascolare.
Il messaggio è semplice: chi fuma non sta mettendo a rischio solo i polmoni. Sta esponendo cuore, arterie e cervello a un’infiammazione continua. E la prevenzione cardiovascolare passa anche da una scelta concreta: spegnere la sigaretta.

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