Modena, dopo l’attentato del 16 maggio espulsi 16 irregolari in un mese
A poco più di un mese dall’attentato del 16 maggio, che ha profondamente scosso Modena e riportato al centro del dibattito il tema della sicurezza, la Polizia di Stato traccia il bilancio dell’attività svolta a giugno sul fronte del contrasto all’immigrazione irregolare.
Quel giorno, in via Emilia Centro, all’altezza di largo Porta Bologna, Salim El Koudri, 31 anni, residente a Ravarino, lanciò un’auto contro i pedoni, provocando otto feriti, alcuni dei quali gravissimi. Dopo la corsa del veicolo, terminata contro la vetrina di un negozio, l’uomo tentò la fuga e ferì con un coltello un passante che cercava di fermarlo. Un episodio che ha segnato la città e alzato ulteriormente l’attenzione sui temi dell’ordine pubblico, della prevenzione e del controllo del territorio.
Nel solo mese di giugno sono stati espulsi 16 cittadini stranieri irregolari sul territorio nazionale: sette sono stati accompagnati immediatamente alla frontiera, mentre altri nove sono stati trasferiti nei Centri per i Rimpatri, in attesa dell’allontanamento definitivo.
L’attività è stata condotta dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Modena, che ha dato esecuzione a una serie di provvedimenti nei confronti di persone risultate irregolari, in diversi casi già gravate da precedenti di polizia.
Il primo intervento risale al 3 giugno, quando è stato rimpatriato nel Paese d’origine un cittadino marocchino di 39 anni, con numerosi precedenti e ritenuto pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica. Nella stessa giornata è stata espulsa anche una cittadina marocchina di 45 anni, già sottoposta all’obbligo di presentazione negli uffici di polizia come misura alternativa al trattenimento in un Centro per i Rimpatri.
Tra i casi più delicati c’è quello del 9 giugno, quando è stato accompagnato alla frontiera aerea di Milano Malpensa e imbarcato su un volo diretto a Karachi, in Pakistan, un cittadino pakistano di 32 anni. L’uomo, scortato dal personale della Questura di Modena, era indagato per minaccia grave, aggravata dall’odio razziale e religioso: secondo quanto ricostruito, aveva inviato alcune mail all’Accademia Militare di Modena nelle quali manifestava propositi omicidiari nei confronti di cittadini arabi e africani.
Sempre il 9 giugno è stato rimpatriato anche un cittadino tunisino di 31 anni, dopo che la sua domanda di protezione internazionale era stata respinta per due volte dalla Commissione Territoriale di Bologna.
Il 16 giugno è stata la volta di un cittadino giordano, irregolare in Italia da circa dieci anni, mentre il 24 giugno un cittadino albanese di 30 anni, rintracciato durante un servizio di controllo del territorio, è stato espulso con accompagnamento immediato alla frontiera.
Nella stessa giornata è stato rimpatriato anche un cittadino marocchino di 31 anni, che si era presentato agli uffici per chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro. Durante l’istruttoria, però, l’Ufficio Immigrazione ha accertato che la documentazione prodotta attestava un rapporto di lavoro ritenuto fittizio.
Altri nove cittadini stranieri, tutti con precedenti di polizia, sono stati accompagnati dagli agenti, in esecuzione del provvedimento di trattenimento del Questore, nei Centri per i Rimpatri di Roma, Milano, Bari, Potenza, Caltanissetta e Gradisca d’Isonzo. Da queste strutture saranno poi avviate le procedure per il rimpatrio definitivo.
Il bilancio di giugno si inserisce quindi in una fase particolarmente sensibile per Modena, ancora segnata dai fatti del 16 maggio e da una maggiore attenzione istituzionale sui temi della sicurezza, dell’immigrazione irregolare e della prevenzione dei reati.
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