Il futuro della sanità modenese al bivio: tra la scommessa dell’Ausl e la paura dei tagli
A suo modo è stato un momento storico. Quello di ieri sera era il primo Consiglio aperto da quando esiste il tavolo di lavoro nato dall’intesa tra i Comuni del Distretto sanitario mirandolese e quelli del Distretto di Carpi. La seduta si è tenuta su richiesta dei partiti di minoranza di Mirandola, insoddisfatti dell’incontro di mesi fa a Palazzo Vischi, sostenendo che la popolazione meritava di essere informata di più. Quello che il tavolo deciderà è il futuro della sanità dell’intera Provincia.
Futuro che non è ancora stabilito e questo ci ha tenuto a sottolinearlo il Direttore generale di Ausl Mattia Altini, ospite in Consiglio. “Stiamo delineando una serie di proposte partendo da considerazioni tecniche – ha spiegato – Cerchiamo di immaginare quello che potrebbe essere il sistema sanitario del modenese una volta riorganizzato”. Altini ha evidenziato che il tavolo parte comunque dal presupposto di garantire pari assistenza e servizi di qualità a centinaia di migliaia di persone. Ribadendo che le logiche dovranno cambiare, perché l’organizzazione sanitaria deve stare al passo con la scienza medica.
Presentato il percorso della riorganizzazione della sanità provinciale
Si valuta un "Percorso Donna": 12 posti letto tra ginecologia e senologia
Difficile quindi prevedere cosa accadrà all’Ospedale di Mirandola. Certo è che alcuni lavori sono già iniziati, come la realizzazione di moduli destinati alla dialisi e di un ambulatorio chirurgico ginecologico. L’idea, che per ora è solo un’idea, è di realizzare a Mirandola un “Percorso Donna”, ovvero alcuni spazi per pazienti di ginecologia e senologia, in un percorso integrato con attività chirurgiche e oncologiche di Carpi. Se questo avvenisse, le ipotesi per il Santa Maria Bianca parlano di 6 posti letto dedicati alla degenza di pazienti ginecologiche e altri 6 per quelle di senologia, da collocare nell’attuale area di ostetricia e ginecologia. Tutto ciò ridurrebbe i tempi di attesa per gli interventi chirurgici.
Altra ipotesi è quella di concentrare a Mirandola gli interventi chirurgici a bassa complessità che vengono eseguiti di frequente, ad esempio quelli sull’ernia inguinale, sempre nell’ottica di garantire maggiore qualità del servizio e riduzione dei tempi. Certo è che, come affermato dalla Direttrice sanitaria dell’ospedale Anna Manduchi, se Mirandola non ha grandi necessità di sale per interventi a bassa complessità, ci sarebbe bisogno di potenziare l’area di pre-ricovero.
Pronto Soccorso: tra carenza di medici e bisogno di supporto psichiatrico
Parlando di potenziamento, in molti concordavano sull’importanza di migliorare il Pronto Soccorso. Come ha fatto notare Carlo Tassi, ex direttore di emergenza-urgenza di Mirandola, il supporto psichiatrico nel Pronto Soccorso oggi è molto carente. Si sa che la scarsità di professionisti è un male che colpisce la sanità da anni e non solo a livello locale. Per Altini una soluzione sarebbe riorganizzare la sanità provinciale in base alle vocazioni delle diverse strutture sanitarie. Che poi è uno dei concetti cardine dello studio che Usl sta portando avanti: valorizzare le vocazioni degli ospedali avrebbe come effetto quello di attirare i professionisti, desiderosi di lavorare a contatto con un ambiente specializzato, dove nel frattempo si sono concentrate le varie eccellenze.
Molte delle dichiarazioni di maggioranze, vertici Ausl e sindaci di Carpi e Mirandola ribadite nel corso della serata si potrebbero anche riassumere così: le risorse sono poche, il bisogno di assistenza è crescente a causa dell’invecchiamento della popolazione, la sanità deve essere aggiornata e la situazione è “complessa” - aggettivo usato spesso dal Sindaco di Carpi Riccardo Righi - anche a causa di scelte “discutibili” adottate in passato. “Molte delle quali hanno il marchio del PD” come ha sottolineato Guglielmo Golinelli di Futuro Nazionale.
La polemica sui fondi: «Ci dicono che dobbiamo risparmiare, intanto si costruisce il nuovo ospedale a Carpi»
Per Giorgio Siena della lista di minoranza Mirandola 50mila, il piano che tecnici e amministratori locali stanno portando avanti è “irrazionale” e se andasse in porto “costerà caro a molte generazioni”. Critica anche Anna Greco del PD, per la quale le proiezioni presentate ieri appaiono già così definite da chiedersi come sarà possibile proporre adeguamenti e modifiche. La sintesi dell’intervento di Carlo Bassoli del PD? Il progetto delineato è troppo sbilanciato a favore di Carpi e la politica degli amministratori che sostengono il piano è contraddittoria. “Ci è stato detto – dice Bassoli - che le risorse non ci sono e bisogna risparmiare. E quindi si costruisce un nuovo ospedale a Carpi”.
Foto sotto: Mattia Altini Direttore generale Ausl Modena
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